Di buona lena, sveglia presto; oggi visiteremo Arches National Park. Dista poco più di 8 Km da Moab. Entrati, ci dirigiamo al visitor center. Mappa e suggerimenti del ranger non mancano. Prima cosa capire se c'è possibilità di dormire nei campeggi all'interno del parco: tutti pieni eeee che CA... Ok, non ci scoraggiamo. Iniziamo a vederci questa meraviglia di parco. È caratterizzato da Archi di roccia, da cui prende il nome. I geologi dicono che il parco si trovi in cima ad un letto di sale sotterraneo che è responsabile di straordinarie opere archittettoniche, tra archi, spire, rocce in equilibro, lame sottili di rocce e monoliti erosi. Questo sale era depositato nell'altipiano del Colorado 300 milioni di anni fa, quando un mare scorreva nella regione, mare che alla fine evaporo'. In migliaia di anni i residui di inondazioni e venti forti, forgiarono e coprirono il sale con migliaia di detriti che, compressi, crearono ammassi di roccia. Crolli del sale, stratificazioni di altri materiali, temperature estreme, venti, acque e movimenti tellurici contribuirono alla formazione di monoliti con sviluppo verticale che, nei loro punti deboli, venivano logorati dalla forza dei fenomeni naturali creando dei fori che mano amano divenivano archi. Quindi, nonostante sia difficile immaginare forze così violente, vediamo intorno noi la bellezza di queste forme spettacolari. La nostra prima tappa è un trittico di Archi nella zona chiamata Windows Section. Stupisce la loro grandezza, ampiezza e forma. Per chi, come noi, non è abituato a tali formazioni naturali è di grande impatto. Tornando indietro ci fermiamo alla Balance Rock, una roccia che sembra in bilico su un monolite, un equilibrio innaturale. Continuando verso i punti d'interesse, ci fermiamo nei parcheggi di Wolf Ranch, dai quali inizia un trekking per vedere il più famoso degli Archi, il più rappresentativo: Delicate Arch. Il trekking è denominato appunto Delicate Arch Trail; è di media difficoltà ed è lungo cinque km, andata e ritorno, a bastone. È una camminata abbastanza faticosa per vari saliscendi su roccia. Nonostante il buon grip delle nostre scarpe le gambe devono lavorare. Non è un trekking per tutti, ma se si ha una buona resistenza e autostima, anche persone non proprio adatte alla tipologia di camminata, potrebbero affrontarlo. Il sentiero è ben tracciato e non è accidentato; le difficoltà stanno nelle rampe lunghe su roccia. L'obiettivo finale, il famosissimo arco, merita tale piccola fatica. Nn paghi di ciò, perché la luce ci è avversa, nel senso che l'arco è in ombra, fuori sentiero aggiriamo la conca dove è posto l'arco e lo vediamo dal versante sud, distante ma completamente illuminato dal sole. Il panorama intorno è ancor più spettacolare. Stiamo qui ad assoporare queste meraviglie coccolati da un bel sole. Siamo a circa 1500 metri di altitudine. Torniamo indietro, di rientro alla macchina dopo circa due ore di cammino a ritroso. Ripresa l'auto, andiamo diretti, percorrendo una decina di km, ai parcheggi del Devil's Garden Trailhead. Da qui parte un trekking molto impegnativo, per escursionisti esperti, che si chiama appunto Devil's Garden. È un loop che ti fa toccare 8 archi naturali ed è lungo circa 12 km; non possiamo farlo, il tempo non ce lo consente. Facciamo, però, una parte di esso fino a raggiungere il Double O Arch, due archi naturali sovrapposti. Anche questo è un sentiero difficile, sia per i cambi di pendenza, passaggi su roccia e passaggi esposti oltre che la lunghezza, sette km totali a bastone. Prima di raggiungere questi due archi abbiamo fatto le deviazioni per altri cinque archi che si trovano lungo il sentiero e sono raggiungibili, appunto, con piccole deviazioni. Rientrati alla macchina, alle 16 circa, siamo abbastanza stanchi e accaldati, il sole è davvero irresistibile ma ne è valsa la pena perché il trekking è stato meraviglioso per tutti gli ambienti e naturalistici attraversati. Prendiamo la via di rientro a Moab toccando alcuni punti panoramici raggiungibili in macchina. Ci attende lo stesso campeggio e ne siamo, comunque, felici. Tra un bicchiere di vino californiano e le nostre provviste, concludiamo la serata. Domani mattina si riparte per il Wyoming, esattamente a Rock Springs tappa intermedia di passaggio, obbligatoria visti i km da percorrere, per la cittadina di Jackson, vicino al prossimo parco da visitare, il Grand Teton....e ci avviciniamo a Yellowstone.
Nessun commento:
Posta un commento