La giornata è molto fresca ma abbastanza serena. Il sole ci ispira ad andare verso la baya, verso i famosi moli di San Francisco. Ovviamente ci spostiamo a piedi; ci si può servire di bus e cable car ma a piedi si assapora tutto. Partendo dal nostro ben posizionato hotel, dritti giù sula Vann Ness Avenue e poi Marina Blvd. Qui, nel Golden Gate National Recreation Area, come dice il nome, la gente fa di tutto: alcuni pescano, sbragati al sole con la musica di una radio portatile in sottofondo; molti corrono o passeggiano; alcuni nuotano nelle acque gelide. Adiacente al molo una bella spiaggetta e il museo marittimo. È piccolo ma molto carino; una sala, al Ian terreno dove sono esposte alcune cose interessanti tra le quali una piccola imbarcazione a vela di un navigatore giapponese che, nel 1962, a soli 23 anni, fece la traversata del Pacifico (fu il secondo al mondo in quell'epoca, il primo fu un britannico) da Osaka a San Francisco in 94 giorni, in solitaria; la sua storia ha dell'incredibile, si chiama Kenichi Horie. Appena arrivato venne arrestato perché senza documenti, visto né soldi. Il Sindaco però, valutata la sua impresa e la sua voglia di toccare l'America, lo fece leberare concedendogli un visto di 30 giorni e le chiavi della città, insomma lla fine la tenacia ripaga. Al primo piano l'omaggio della città a chi iniziò a renderla importante a livello marittimo; ingrandimenti di foto d'epoca, da brivido da quanto riprodotte bene, in cui si esalta il lavoro degli equipaggi sulle navi, nel loro quotidiano. Al sotto piano, un'area ricreativa per anziani...museali. Usciti da qui, si procede sui moli. Gabbiano, qualche pellicano e tante persone rilassate intorno; è proprio una bella città. Arriviamo al National Historic Park, in cui la nostra tessera di accesso ai parchi è valida, quindi entriamo con questa; il costo del ticket è di 25 dollari, se non convenzionati o altro. È un'esposizione a cielo aperto di navi storiche. Si possono visitare al loro interno e immergersi nella vita di bordo. Molto bello, assolutamente imperdibile. Ancora un po e poi troviamo un localino nei pressi dei moli 45, 43, dove assaggiare qualcosa di tipico; il locale si chiama come un loro piatto tipico Cioppino's. È una bowl di pane raffermo ripiena di quello che vuoi. Noi scegliamo base aragosta e salsa al pomodoro, niente di eccezionale, l'aragosta era già scappata da tempo. Pausa al sole terminata, entriamo nel vivo di questi moli, soprattutto in uno dei moli più famosi, il Fisherman's Wharf. Una marea di attività, ristoranti, negozietti di souvenirs e tante bancarelle per la vendita take away. Artisti di strada che si esibiscono dove possono allietano i passanti. Girovagando per questi meandri ci imbattiamo in una chicca: il museo della meccanica Museum Mequaniche. È un tuffo nel passato; i nostri giochi di tantissimi anni or sono, quelli che si trovavano nei primi bar, i flipper, oppure nei luna park; ci ritroviamo a fare un balzo nel tempo. Sembra di stare nella trasmissione di Carlo Conti "Noi Che....I Migliori Anni". Nostalgia e apprezzamento su come ci si divertiva con giochi meccanici, fatti con cura e passione. Davvero bellissimo. Continuando passiamo di fronte all'imbarco per Alcatraz, che è sempre di fronte a noi, di fronte ai moli. Non rientra nelle nostre curiosità visitare carceri, seppur famosissimi, quindi non faremo questa visita. Arriviamo al molo 39: un Luna Park! È fantastico, nel vero senso della parola. Giostre, giocolieri, tantissimi negozi di dolciumi, cioccolaterie, gelaterie, tantissime attrazioni, colori e gente. Sul molo sdraiati al sole, simili a sacchi poggiati, i leoni marini. Sono tantissimi e fanno la felicità dei bambini, suscitando ilarità negli adulti per i loro buffissimi comportamenti. È ora di rientre un po in hotel. Una bella doccia, foto da rivedere, blog, varie ed eventuali arriviamo alle 20.00. Si va in un locale a 600 m da qui, il .....nel Ghirardelli Square. È un pub molto caratteristico e si sta benissimo. Birre artigianali ottime e Hamburger eccellenti.
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