Partiti presto da Jackpot, 7.30, dopo una buona colazione tra waffles, dounats e tanto altro che questo albergo offre, ci mettiamo alla guida. Poco meno di 700 km ci dividono da Reno. Dividiamo il carico e quindi guiderò per prima io fino a poco più della metà del tragitto. A 100 km da Reno c'è un famoso e bellissimo lago, il Tahoe, che vogliamo vedere, quindi, prima di arrivare all'hotel, andiamo al lago. Arrivati intorno alle 14.30 al lago , dopo 7 ore di macchina, lo vediamo in tutto il suo splendore. È enorme e tanta gente lo utilizza come punto di riferimento per week end o per uscire con natanti a fare escursioni o attività ludico/sportive. È circondato da abeti maestosi che, per noi, sono il preludio di Sequoia. Già in alcune foreste dell'indocina abbiamo potuto assaporare il piacere di ritrovarsi di fronte a tanta enormità ma ogni volta è sempre una meraviglia. Decidiamo di mangiare qui, in un'area pic-nic. Un'insala di pomodori e pollo (rigorosamente in scatola) che era nelle nostre provviste. Dopo un po di tregua riprendiamo la macchina per entrare a Reno (100 km a ritroso). Arriamo in questa mega cittadina che, come dice un'iscrizione nel cuore del suo centro, dove abbiamo noi l'hotel, "LA PIÙ GRANDE PICCOLA CITTÀ DEL MONDO". Il nostro hotel è pazzesco (Silver Legacy Resort and casino') per 50 dollari a notte (che diventeranno poco meno di 80 con le tasse compresa quella di soggiorno) abbiamo una stanza enorme, un bagno enorme in un albergo con tantissimi piani. Al pian terreno il grande casinò. Reno è una piccola Las Vegas, o meglio, è una città con una Las Vegas al suo interno. Lasciata l'auto ai parcheggiatori e gli zaini in stanza, usciamo a vedere i dintorni. Impossibile guidarci dentro, il traffico è congestionato e tanto. A piedi percorriamo le vie traverse. Tanti gli homeless e i disperati, poca polizia. Las Vegas di contro aveva tanta polizia in ogni punto della città. Qui è davvero palese di come il gioco d'azzardo sia impregnato nelle ossa di molti. Vediamo donne vecchissime o meglio trascurate, che giocano da sole con macchine ruba soldi. Probabilmente i disperati che circolano senzau na dimora, sono il frutto di questo maledetto vizio. Passando oltre queste considerazioni una delle cose che ci ha affascinanti di più, da ex freeclimber, è stata la parete diun albergo tutta allestita per l'arrampicata sportiva. Siamo entrati, l'accesso è pubblico, nell'albergo e, al secondo piano, oltre alla palestra con attrezzature da palestra, vi sono tante pareti per il bouldering. Diverse persone che si allenano. Si possono affittare le scarpe e l'imbrago per 5 dollari, fantastico. Il pensiero ci solletica, ma sarebbe per riderci su. Sono passati più di 20 anni da quando lo facevamo. Dopo ricordi e sogni, scendiamo con i piedi per terra, nella cruda realtà, il tempo è un grande nemico molto spesso. Torniamo un pochino in hotel a gironzolare nel casinò e vediamo di tutto. Tanta gente che usa la carta di credito come fosse il battito delle ciglia, per giocare. I croupiers irremovibili e sicuri muovono le pedine, le carte, tutto in modo veloce e apparentemente semplice. Cameriere attempate, con tanto di minigonna e scollatura cheservono cocktails tra i tavoli aspettando il giorno in cui si potranno mettere i le ciabatte e la tutona per stare sbragate a casa, magari con i loro nipotini. Visti i prezzi proibitivi dei ristoranti, usciamo di nuovo e ci tuffiamo dentro ad un take away messicano dove però, essendo all'interno di un mini casinò con annesso bar, ci tratteniamo a mangiare. Ci sono diversi tavoli e le birre al boccale (Draft beer) costano dai 2 ai 4 dollari e sono ottime. Con 15 dollari abbiamo mangiato burritos, tacos, casadillas e 1 litro e mezzo di birra. Ecco cosa mi piace dell'America, spesso è dispendiosa, soprattutto negli alloggi, ma si può sempre trovare un modo per risparmiare.
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