Il 14 mattina siamo partiti da Boston con direzione Utica, piccola cittadina di transito per proseguire verso Buffalo, città ai piedi delle cascate del Niagara, nostra prossima tappa. Arriviamo a Utica dopo circa 420 km e quasi 4 ore di guida.
L'albergo della catena Day's Inn ci accoglie con tutti i confort. Non c'è niente di interassante in questa piccola città e per di più oggi è domenica, praticamente tutto chiuso. Il nostro "salvavita" Subway ci salva dai pochi ristoranti carissimi in cui servono pietanze da fast food....that's America, direi east America! 15 Luglio, dopo una buona colazione, compresa nel prezzo, così come il parcheggio (cosa ormai rara), si parte alla volta di Buffalo. I Km che ci distanziato sono 320 e in tre ore siamo al check in del Buffalo Grand Hotel; un mega hotel molto bello con camere e bagno confortevoli e puliti (sempre la moquette però). Fatta l'accoglienza, via alle cascate, a 30 km da qui. Facili da raggiungere ma i parcheggi sono tutti a pagamento, dai 10 dollari in su per l'intera giornata, ci sta.
Lasciamo la macchina in custodia al parcheggio e iniziamo l'avvicinamento. Dopo aver letto tanto , abbiamo capito che il lato migliore per apprezzare le cascate è quello canadese. Queste infatti si trovano ai confini con il Canada e per passare bisogna sbrigare le pratiche doganali, quindi passaporto, attraversamento ponte e si entra in Canada dopo le domande di rito di poliziotti giganti e molto affabili con una pronuncia FINALMENTE comprensibile per noi. Per quanto abbiamo visto noi le cascate sono tre, due sul lato americano e una, la famosa Horseshoe, che unisce le
due sponde di confine. Effettivamente si vedono benissimo, con tutta la loro imponenza, dal lato canadese. Tantissima gente non ci impedisce le foto di rito. Sotto vediamo i due battelli, uno americano e l'altro canadese, che trasportano le persone ai piedi delle cascate. I due battelli si differenziano per tipo di natante e soprattutto per il colore delle manteline usa e getta che offrono in dotazione; quello americano, il Maid of the Mist, da in dotazione le manteline di colore blu ed è a chiglia unica; quello canadese, il Hornblower, è tappezzato di rosso, il colore delle mantelline, ed è un bel catamarano. Deciso, prendiamo questo, anche noi vogliamo bagnarci completamente.
Saliti a bordo non è stato possibile neanche per un attimo usare macchina fotografica né cellulare, praticamente un bagno totale. Le mantelline ci salvano ma non dalla calca di gente. Sia arriva ai piedi dell'Horseshoe fall e si sta per un pochino qui, poi, in corrente, si torna indietro. Il tutto dura circa 20 minuti per circa 20 euro ma, per quanto singolare, non lo rifaremmo una seconda volta.
Scesi dal battello, andiamo per i meandri canadesi. Praticamente è un Luna Park, una mini Las Vegas, Disneyland, insomma una città gioco, per adulti e piccini. Attraversiamo un bel giardino, sede della Polizia, e torniamo in America, dove la trafila è veloce se hai un dollaro canadese. Per rientrare devi inserire un dollaro canadese nelle gettoniera ai tornelli, quindi, per ch dovesse venire qui, ricordarlo è necessario. Poi si fa la fila alla dogana, veloce ma con i soliti poliziotti American style che ti fanno le solite domande con accento così stretto che senti solo un mangiarsi lettere e parole, come solo loro sanno fare. Vediamo le cascate anche da qui ma sinceramente si può apprezzare soltanto la loro caduta. Una cosa invece molto visibile è la sporcizia che si accumala nelle così dette "morte", un vero schifo. Riprendiamo la macchina e torniamo in hotel, sono le 19. Doccia e cena qui stesso, nel ristorante annesso, dove i prezzi sono assolutamente abbordabili, per questi standard americani assurdi. Pizza gigante, cheeseburger con contorno e due birre per la modica cifra di 44 $ a cui si deve aggiungere la mancia....economico no?.
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