Finito con i parchi si va nella bella San Diego, la messicana della California. I Km sono tanti, poco meno di 600 e quindi ci si divide la guida. Inizio io mentre Gi scarica le foto sul supporto Hardisk. La giornata è calda e c'è tanto traffico. Ogno tanto il cielo Sian nuvola e la cappa bianca ricorda Milano. Partiamo alle 9.00 e arriviamo alle 14.30. Il nostro hotel si chiama Confort Inn e sta nel cuore di Gaslamp uno dei quartieri più importanti della città, dove hanno sede uffici, bei negozi e tanti locali IN. Insomma siamo messi bene...come hotel intendo. Il prezzo per notte è relativamente corretto, per posizione e città importante (130 dollari a notte, compreso di tasse, con una mega colazione inclusa). San Diego è una metropoli, una megalopoli molto messicana. Oltre 1.400.000 abitanti si muovono continuamente con auto e metropolitana in superficie. È una delle poche grandi città americane a non avere la metropolitana sotterranea. Il traffico è sempre intenso ma la seccatura più grande è trovare parcheggio. I parcheggi negli States sono quasi tutti a pagamento; difficile trovare qualcosa a gratis; giusto la notte, qualche spazio si può trovare ma è davvero complicato. Il nostro albergo poi, come tanti altri, ha una tariffa per il parcheggio poco economica, 24 dollari al giorno. Dopo avere depositato i bagagli usciamo e raggiungiamo la costa, la parte chiamata Ocean Beach. Dopo diversi tentativi troviamo un parcheggio. C'è una marea di gente in giro, tutti festosi e allegri, anche grazie alla Cannabis che qui è come l'aria, anzi è proprio nell'aria. In California è legalizzata. La spiaggia è proprio carina, tante persone, bimbi e giovani la affollano. Sentiamo musica martellante venire da una parte della spiaggia, andiamo. Proprio in prossimità di essa, sui prati fronte strada, una miriade di suonatori (sarebbe troppo chiamarli musicisti) che strimpellano chitarre e suonano percussioni. Intorno una comunità Hippie di attempato dimenticati da Dio e giovani sbandati ancora convinti che sballarsi sia sinonimo di libertà. Suonano, ballano, saltano, insomma il clima è molto festoso e "tranquillo" molto sui generis. Mi ricorda vagamente il film The Beach (2000), in cui un giovane Leonardo di Caprio, si ritrova catapultato in un'isola in cui una misteriosa comunità hippie ricerca il Nirvana, ma ..(da vedere). Cani, neonati, donne che si mostrano senza alcuna remora, poco vestite e poco guardabili; qualcuna va in giro con minerali portafortuna e scarica benessere. Qualche altro, completamente dimentico dell'involucro molto invecchiato, si comporta ancora come nell'America di 60anni fa, dove si diceva "Fate l'Amore Non la Guerra" dove " l'Amore è più importante dei Soldi" e dove le droghe, purtroppo, accompagnavano spesso questi bellissimi ma utopistici luoghi comuni. Stiamo qui per ore, affascinati da questa umanità un po persa ma sempre comunque interessante. Gigi si fa un giro di...Cajon, uno strumento che abbiamo anche a casa, costruito da lui medesimo, che spesso, per diletto, suona. Al suo fianco un tipo "svestito" da Santone, con un "cannone" in mano, lo incita e cerca probabilmente di offrirgli un "tiro" ma senza alcuna speranza di riuscita! Ci divertiamo ad osservare le stranezze di questa gente """libera""". Nelle strade limitrofe bancarelle di roba da mangiare; dal dolce agli arrosti; dal messicano al vetnamita, un sacco di bontà ma senza possibilità di sedersi un po. Decidiamo quindi di sbragarsi in un locale a bere due buone birre, anche tre, e mangiare qualcosa. Il locale si chiama Bravo's e, oltre che molto carino e molto mexican/american style, ci fa degustare 4 tipi di birra dalla meno alcolica alla più alcolalica (10°). Stiamo benissimo, altro che canna! Continuiamo a passeggiare intorno a questi matti e a tanti veri sbandati, senzatetto; troppi. Si rientra, si deve trovare un parcheggio alternativo al parcheggio dell'albergo perché 24 dollari per noi sono un furto con scasso. Un'ora in giro; nulla. Da una parte no dalle alle; dall'altra no perché c'è la pulizia mattuttina; poi i lavori in corso, insomma un macello. Alla fine, esausti, riusciamo a trovare un buco dove tutte le indicazioni sono veti per i giorni successivi ma non per stanotte. Lasciata la macchina lì col proposito di spostarla entro le 8.30, orario in cui inizia il parcheggio a pagamento, perché alcuni, come questo, la notte, sono gratis. Via in doccia e a nanna.
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