Oggi ci dedicheremo alla cittadina non osando uscire in macchina perché i parcheggi sono sempre a pagamento e non costano poco, inoltre dall'albergo siamo posizionati molto bene. Buffalo è una grande città, circa 280.000 abitanti. Il nostro hotel sta a poche centinaia di metri dal Buffalo River, dove c'è una bella passerella con tanto di parco pubblico, localini e il museo militare a cielo aperto, il "Naval & Military Park".
Una lunga e curatissima esposizione di navi da guerra, monumenti ai caduti delle varie guerre, giardini e aiule curatissime e la sempre presente bandiera americana. L'attaccamento alla patria, il campanilismo e il rispetto per cose o persone che hanno fatto la storia e/o onorato l' America è invidiabile. Probabilmente per alcuni potrà sembrare esagerato ma forse questi sono i motivi per cui nessun monumento, nessun sito, nessuna bandiera o simbolo americano viene minimamente scalfito, deturpato, denigrato; il rispetto per il patrimonio pubblico, il bene comune, è lampante. Abbiamo visto, soprattutto a New York, rare manifestazioni di "odio" nei confronti di Trump e degli States come rappresentazione di una complessità di problematiche controverse anche palesi se vogliamo, ma l'attaccamento alla patria non è discutibile. Giriamo per qualche ora tra sole, navi e fiume, frequentatissimo anche dai velisti. È proprio carino qui. Sentiamo e vediamo passare spesso l'elicottero dello sceriffo e le pattuglie della polizia. C'è l'uno e gli altri e c'è anche una sede della Federal Bureau of Investigation, F.B.I., non manca nulla. Ci sbraghiamo nel parco dotato di sedie e sdraia di legno e ammiriamo quanto questi americani si prendano cura dei manufatti; stanno mettendo mano al ponte che passa sulla città. Rimaniamo piacevolmente attratti dalla capacità di seguire le comuni regole comportamentali e le normative sulla sicurezza da parte degli operai; tutti col casco, imbrago e tutti i sistemi di sicurezza che da noi sono un optional.
Un trancio di pizza e relax. Di pomeriggio rientriamo un pochino in camera. Dopo qualche ora usciamo ancora per esplorare l'interno, la Downtown. Andiamo verso una della strade più rinomate, la Churc Street ovvero la strada delle chiese, a poche centinaia di metri dal nostro hotel. Effettivamente non poteva che chiamarsi così. Ci sono almeno 6 chiese una dietro l'altra; St.Paul's Episcopal Cathedral, St.Joseph, St. Mark's Rc Churc e via. Sono tutte rigorosamente chiuse di pomeriggio e quindi le vediamo solo dall'esterno; comunque non volevamo fare il giro delle sette chiese, sia chiaro. L'architettura neo gotica le rende molto caratteristiche e affascinanti. Pioviggina. Ci ripariamo per qualche minuto e aspettiamo che passi. Passato. Ci dirigiamo per la parte centrale della cittadina. È molto carina; strade larghe, semafori dappertutto, soprattutto appesi ai fili, come fosse il bucato steso al sole. La metro, che passa di fronte a noi spesso, collega tutti i punti della città. Aiuole e fiori appesi ai lampioni e tanti localini e ristoranti
ma....non c'è nessuno. Insomma ci sono poche persone in giro e molte attività commerciali sono chiuse. Locali con insegne e interno spenti e molti chiusi. Sembra una domenica sera in una cittadina di alta montagna dopo le 18... tutto spento; una città fantasma. Ogni tanto vediamo passare la pattuglia della polizia e qualcuno a passeggio ma davvero è strano. Non abbiamo capito perché però è quasi surreale. Rientriamo in hotel, sono le 19.00. Doccia e cena giù, nel ristorante dell'hotel. Oggi pesce...fritto. Mangiare sano è davvero difficile, ci rifaremo a casa.
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