"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

14 Giugno 2019. Yellowstone, secondo giorno.


Dopo una notte non fredda e abbastanza confortevole, ci svegliamo prestissimo. Albeggia molto presto, intorno alle 5.00 del mattino e alle 6.00 siamo svegliassimi. Con tanta calma sgonfiamo materassino e riponiamo tutto in buon ordine. Colazione, pane, marmellata e anche frutta. Manca qualcosa di caldo ma andremo più tardi in uno dei centri del parco a prendere un buon caffè americano. Programma odierno è un loop nella parte Nord di Yellowstone, che parte da Norris, dove campeggiamo, per arrivare a Mammoth Hot Spring, per poi proseguire a Roosevelt e quindi, Tower Fall, Canyon Village e rientro a Norris, per un totale di 120 Km. Partiamo e, prima sorpresa del giorno, dopo una decina di km, nei pressi di Obsidian Cliff, mamma orso con i suoi piccoli sgambettano e cercano da mangiare tra i prati adiacenti la strada. Molo presto la zona si riempie di macchine e di fotografi con tanto di cannoni di obiettivi. Ben presto arrivano i Rangers che mettono ordine e in sicurezza l'area. Dicono che sono dei Grizzly e che, se si avvicinassero troppo al bordo strada (non meno di 100 metri) saremmo in pericolo, perché sono suscettibili  per natura. Inoltre qui c'è una mamma con i suoi cuccioli, quindi ben più pericoloso. Gli orsi danno spettacolo di sé. Vanno di qua e di là a strappare erba e foglie dai cespugli. I cuccioli, due, giocano tra loro ma stanno sempre attaccati alla mamma, enorme, che non li perde d'occhio neppure un attimo. Zompetta, zompetta si avvicinano e i Rangers ci impongono di tornare alle macchine. Dopo mezz'ora di puro spettacolo da documentario della National Geographic, riprendiamo la strada. Qualche cascata lungo il tragitto e bei panorami ci avvolgono. Arriviamo così all'Upper Terraces Area, un Loop da percorrere in macchina poco prima di Mammoth. Gayser e fumarole ci accompagnano, è davvero uno spettacolo della natura primordiale, neanche fossimo al post Big Beng! Arrivati a Mammoth ci deliziamo della vista di Canary Spring, terrazze di travertino e carbonato di calcio sempre in mutamento. Da un'anno all'altro mutano forma perché con l'acqua bollente fuoriescono minerali che depositandosi e sedimentandosi, assumono forme diverse. Sembrano formazioni di ghiaccio, bianchissime in alcuni tratti e in altre più gialle. Spettacolo puro. Proseguiamo, dopo aver pranzato in un'area pic-nic, verso Roosvelt. I paesaggi alpini ci accompagnano, ma tra gli alberi rigogliosi vi sono sempre gli scheletri di pregressi incendi. A metà strada, prima di arrivare a Roosvelt, ci fermiamo per fare una passeggiata di circa un km per raggiungere la Wraith Falls, di passaggio appunto. Intorno a noi una prateria di abeti, arbusti, cespugli, tronchi in decomposizione, fiorellini colorati e scoiattoli; qualche farfalla fa capolino e sembra di essere un incrocio tra "l'ape Maia e i suoi amici" e Haidi. Un'esplosione di vita, di primavera infinita. Tornati in macchina, direzione Roosvelt. Superata questa, poco oltre, ci parcheggiamo nei pressi di Calcite Spring che, come dice il nome, è un canyon di calcite attraversato dal fiume, lo Yellowstone river. Foto di rito e  si continua. La quota sale e cominciano a vedersi grossi ammassi di neve ghiacciata sui lati della strada. Anche la temperatura scende e, in men che non si dica, ci ritroviamo a poco più di 3000 m. di quota, stiamo attraversando il monte Washburm. I paesaggi sono incantevoli e ci vediamo tutti i point views di passaggio fino al Canyon Village. Ci separano ancora una ventina di km dal campeggio, a Norris, per chiudere il loop, il giro. Lungo strada prendiamo una piccola deviazione che ci porta a vedere la Virgin cascate, niente di ché. Proseguiamo e finalmente arriviamo a Norris. È presto, circa le 17.00 e c'è tanta luce e sole. Approfittiamo per vedere Artist Paintpots e Norris Gayser Basin, due bellissimi siti di attrazione, di origine vulcanica in piena attività. Torniamo in campeggio e finiamo così la lunga giornata.

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