"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

18 Luglio 2019, Sandusky - Chicago

Stamattina si parte per Chicago; ci aspettano 480 per quasi 5 ore di guida. Durante il tragitto ci fermiamo in alcune stazioni di servizio per rifocillarci. Piove e piove tanto.
Strano davvero il clima in tutto il mondo. Ogni volta chiediamo alle persone del posto e ogni volta ci dicono che quest'anno è stato pazzesco...anche da noi in Sardegna da quanto sappiamo. A circa 50 km da Chicago la pioggia fa posto ad un bel cielo, leggermente nuvoloso ma sereno. Eccoci nella grande metropoli dell'Illinois, la terza per popolazione dopo New York e Los Angeles, nostre vecchie conoscenze. Si affaccia sul Lago Michigan ed è famosa per la particolare architettura; è costellata di grattacieli, come i famosi John Hancock Center, la Willis Tower, alta 442 metri, precedentemente chiamata Sears Tower e la neogotica Tribune Tower. La città è conosciuta anche per i musei, fra cui l'Art Institute of Chicago, che ospita rinomate opere impressioniste e post-impressioniste. Duemilioniottocento abitanti circa si muovono per questa meravigliosa città. Preso possesso della camera, forse tra le migliori di tutto il nostro
viaggio, nell'hotel Ivy Boutique (assolutamente consigliato sia per cura e bellezza che per costo relativamente abbordabile) andiamo a parcheggiare. Purtroppo il difetto che colpisce tutte le grandi città americane è ben radicato anche qui; i parcheggi a pagamento. L'hotel offre il suo ampio parcheggio per la modica cifra di 50 dollari al giorno. Dobbiamo stare per 5 giorni....secondo voi? andiamo a cercare qualcosa di leggermente più economico. Gigi ha scaricato l'app dei parcheggi e quindi ne conosciamo indirizzi e costi, sempre esorbitanti. Dobbiamo lasciare ferma la macchina perché comunque sarebbe impossibile muoverci con essa e trovare parcheggio vicino ai siti di interesse. Troviamo un parcheggio a 600 metri dall'hotel, 125 dollari totali, per 5 giorni; unico vincolo di non spostarla. Praticamente il costo "ridotto" consente un solo ingresso e una sola uscita. Rassegnati, prenotiamo e paghiamo online. Troviamo il parcheggio, depositiamo l'auto e via in albergo. Stiamo mezz'oretta a decidere cosa fare e poi usciamo alla scoperta dei dintorni senza mete precise per stasera. C'è un caldo bestiale; la pioggia che anche qui si è fatta sentire ha lasciato spazio ad un caldo afoso torrido. Spostate un'ora indietro le lancette, fuso orario, iniziamo a camminare tra le vie vicine all'hotel, dirigendoci verso il fiume. Tantissima gente, molto elegante,
raffinata e soprattutto tranquilla. Non c'è lo stress newyorchese né la puzzetta sotto il naso di Boston; qui c'è tanta gente di tutti i tipi che si rilassa tra un cocktail e una passeggiata, confondendosi tra gli impiegati e i più in alto nella scala gerarchica, impettiti e lustri di tutto punto. Non riusciamo a camminare se non col naso all'insù; grattacieli sfavillanti che specchiano i loro compagni vicini; il fiume è attraversato da canoe, water taxi e tour boat; le strade, intersecantisi, sono piene di gente felice. Tra gli altri sbuca fuori l'immenso grattacielo di Trump, altissimo e bellissimo. Insomma da un primo impatto possiamo affermare che sembra bellissima Chicago. Rientriamo in hotel con già tante immagini immortalate tra macchina fotografica e cellulare.
Doccia rinfrescante e poi andiamo a magiare la specialità di Chicago: la "Deep Dish Pizza", la pizza profonda = la pizza dai bordi alti. Andiamo da colui che detiene il primato, Giordano's. Dista circa 800 metri dall'albergo e c'è già tanta gente. Aspettiamo un quarto d'ora e poi, dopo esserci accomodati, il cameriere prende la comanda e ci dice che l'attesa sarà di circa 45 minuti. Abbiamo ordinato la specialità classica: formaggio e salsa di pomodoro. Dopo esattamente 45 minuti arriva. È una bella torta salata ripiena di ottimo formaggio filante e ricoperta di una gustosa e ben condita salsa al pomodoro; è buonissima. Accompagnata da due pinte di birra la terminiamo tutta,
impresa quasi impossibile per tutti. Noi, reduci da informazioni via web, abbiamo ordinato la "small" che di small ha solo il nome. Vediamo tanti pietanze uscire dalla cucina; spaghetti al pomodoro, calamari fritti, insalatona ecc., insomma un ottimo ristorante, rinomato ma con i piedi per terra. Il rapporto qualità prezzo è unico (in positivo), direi. Staff giovane ed efficientissimo oltre che molto attento e gentile. Il locale ha due piani con gruppi di pizzaioli e forni per piano. Molto caratteristico e tipico. Soddisfatti e strapieni, paghiamo conto che riteniamo essere assolutamente giusto, quasi economico anch'esso, usciamo con l'intenzione di proseguire per andare a bere in un locale dove suonano Blues o Jazz ma sinceramente la stanchezza si fa sentire e decidiamo di tornare in hotel, andremo domani, forse. Chicago è la patria del Blues e qui in tantissimi locali suonano dal vivo, non ce li faremo mancare di sicuro, bellissimo.

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