"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

13 Giugno 2019. Da Jackson Hole a Yellowstone National Park


È giunta l'ora di raggiungere Yellowstone. I km di distanza tra Jackson e l'ingresso del parco sono circa un centinaio ed è necessario passare attraverso il Grand Teton National Park, attraversandolo tutto. I due parchi infatti sono confinanti. Partiamo alle 7.30 e arriviamo con un pochino di traffico alle 9.00. La temperatura esterna comincia a scendere, le cime innevate fanno spazio ad altri scenari alpini meno affascinanti. Purtroppo i postumi degli incendi che hanno colpito queste zone sono ben visibili. Ai lati della strada si ergono, come spettri, gli abeti bruciati e la rada vegetazione non è invitante. L'impatto non è dei migliori. Passato l'ingresso ci preme trovare alloggio per questi giorni e vorremmo trovarlo dentro il parco perché le distanze dalle eventuali cittadine esterne sarebbero enormi, centinaia di km. Unica cittadina vicina è West Yellowstone ma sarebbe scomodo comunque. All'interno ci sono molti camping, alcuni prenotabili solo via web o telefono. Noi abbiamo già le idee chiare sul campeggio da scegliere, uno dei più centrali. Ci allettano due campeggi, distanti tra loro una ventina di km. Prima di arrivare al primo di essi però, visto che è di passaggio, vediamo il primo dei nostri Geyser, il West Thumb Geyser Basin. È in prossimità del Lago di Yellowstone. Yellowstone è un parco a se, completamente diverso dagli altri. È il risultato di una devastante eruzione vulcanica. Il collasso della parte centrale determinò la formazione di migliaia di bacini bollenti, calderoni d'acqua, fumarole (vapore che fuoriesce dal terreno) e formazioni di sedimentazioni di minerali di calcio e zolfo. Qui è come attraversare piane di sfumature multicromatiche interrotte qua e là da fumi di vapori che dal sottosuolo vengono su. Dopo la visita al West Thumb, dove ci rendiamo conto di quanto ci aspetta visto lo scenario "dantesco", filiamo dritti alla ricerca del campeggio verso Madison, a 53 km di distanza. Il campeggio omonimo è FULL... aiuto. Proseguiamo per il secondo, in ordine di passaggio, verso Norris, a 23 km. Anche questo con al scritta FULL. Abbastanza preoccupati, chiediamo ad una Renger dove poter andare ma lei ci dice che si sono appena liberati due posti e uno potrebbe essere per noi, volendo. Noi, VOLENDO!! Dopo attimi di esultanza, fatta la prenotazione e pagato 60 dollari (20 per notte), torniamo a ritroso sulla strada lasciata per continuare con più tranquillità il nostro giro. Oggi faremo questo versante che va da Old Faithful a Medison,  mentre domani ci dedicheremo alla parte più a nord e poi il centro nel terzo giorno. Tornati giù, andiamo a vedere l'attrazione del parco, il geyser Old Faithful, l'attrazione più rappresentativa dell'intero parco. Questo Geyser erutta spesso e gli orari sono affissi in una bacheca del Visitor  Center. A proposito dei Visitor center, ce ne  diversi nelle diverse aree. Questo, all'Old Faithful è meraviglioso e particolare, una struttura enorme tutta di legno, con tanti spazi per il relax, per lo shopping dei souvenirs e per mangiare. Sono le 12.50 e leggiamo che oggi l'eruzione è prevista per le 13.30. Una marea di gente seduta ad aspettare lo spettacolo. C'è anche tanta polizia e controlli a tappeto. Scopriamo il perché. In visita a Yellowstone c'è il vice presidente degli stati uniti. Alle 13.30 puntuale come un orologio il Geyser fa il suo spettacolo; eruzioni di acqua bollente e vapori, ad intermittenza. Gli zampilli d'acqua vanno su. Si dice che arrivino fino a 50 metri, noi oggi non siamo riusciti a capire quanto fossero alti ma lo erano davvero tanto. Finito qui, mangiamo e ci facciamo un caffettone al Visitor Center. Via verso le attrazioni di passaggio direzione campeggio. Upper Geyser Basin, Biscuit Basin, dove facciamo una lunga passeggiata tra gyser e scenari "infernali". Proseguiamo con il Grand Prismatic Spring, un calderone di colori offerti dai minerali del sottosuolo e la luce del sole e finiamo con il percorrere una strada, la Fountain Flat drive, dove oltre a tanti bisonti non c'è altro (e non è poco vedere questi enormi colossi al pascolo). Si torna al camping. C'è ancora tanta luce perché nonostante siano le 19.00 qui il sole tramonta alle 21.30. Ci da il tempo di organizzare la macchina per dormire e la cenetta accompagnata da un buon vino.

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