"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

3-10 Luglio 2019. New York

Arriviamo alla Grande Mela, New York. Per una settimana saremo ospiti di questa grande metropoli. Siamo in buona compagnia, Isa e Jonathan. In questa occasione è stato un loro compito organizzare visite e itinerari dandoci l'opportunità di rilassarci un' attimino. Dall'aeroporto il servizio Uber ci porta fino all' albergo; siamo in Downtown, un centinaio di metri dalla famigerata e famosissima Borsa di NY in Wall Street. La posizione è fantastica, siamo nel quore finanziario di NY, con tutti i mezzi di trasporto a disposizione e il Ponte di Brooklyn a qualche centinaio di metri.
Preso possesso della camera, l'albergo è il Four Points by Sheraton, Iniziamo subito a organizzarci per andare a visitare la città. Quando siamo pronti per uscire è circa mezzogiorno. Iniziamo il nostro tour per NY proprio dalla nostra zona, o meglio, vorremo prendere il battello per andare a vedere la Statua della libertà, il molo d'imbarco dista poco meno di un chilometro. Lo raggiungiamo in dieci minuti e aimè, la fila per il biglietto è lunghissima. Cambio di programma, prenotiamo i biglietti via Web servendoci del telefonino. Vedremo la Statua della Libertà lunedì mattina, giorno in cui dovranno ripartire Isa e Jonathan, volo previsto per le 20:00. OK, deciso, visiteremo i dintorni dell'albergo, rigorosamente a piedi. Prima tappa La Borsa che nella sua facciata mette in bella mostra una bandiera gigantesca degli Stati Uniti.Non immaginavamo un campanilismo e un attaccamento alla bandiera così radicato; in questi due mesi, dovunque abbiamo girovagato per gli USA, abbiamo visto bandiere stelle e strisce appese in ogni dove, anche nei posti e nelle case più isolate, da non crederci. Nell'angolo opposto all'edificio della Borsa c'è la Federal Hall, edificio storico protagonista di tanti eventi che portarono all'unione degli stati e dove, il 30 aprile del 1789 George Washington fu insignito della carica di primo presidente degli Stati Uniti.
Da qui si va al Ground Zero. Con un magone allo stomaco vediamo le due fontane che hanno preso il posto delle svanite torri e che commemorano le vittime di quell' infausto 11 settembre. Ci tornano in mente le immagini del giorno e continuiamo a chiederci il perché, perché l'uomo diventi così crudele. Proseguiamo tra grattacieli e costruzioni stravaganti, creazioni architettoniche generate da persone dotate di una fantasia geneniale, come il creatore dell'Oculus, struttura veramente impressionante. Di sera ci spostiamo in metropolitana per raggiungere Chelsea Market dove gironzoliamo tra High Line e The Vassel sino all'ora di cena. La giornata si conclude così, per oggi è abbastanza. 
Il 4 Luglio negli Stati Uniti è festa nazionale, Indipendence Day, in questo giorno nel 1776  tredici colonie si distaccarono dal Regno di Gran Bretagna dichiarando, appunto, l'indipendenza. La giornata è bellissima e a noi ci attende Coney Island Beach. Scesi dalla metropolitana ci accoglie subito il suo, anzi suoi parchi divertimento, montagne russe e ogni tipo di ''giostre'' che uno possa immaginare. La gente è tanta, considerando il giorno festivo ce lo
aspettavamo. Gironzoliamo fino ad arrivare in spiaggia; qui la gente non è tanta ma tantissima. I turisti si confondono con la gente del posto e inizia un viaggio nel viaggio. Gli americani non perdono l'occasione per vestire stelle e strisce, è l'apoteosi dell'umanità. La giornata è calda, la gente in festa, scendere in spiaggia è impossibile, troppa gente, continuiamo a passeggiare cercando refrigerio in un lungo pontile e qui gruppi di Portoricani (isola amministrata americana) esprimono tutta la loro naturale spensieratezza organizzando ''band'' di percussioni a ritmo di salsa e merenghe. È una goduria vedere e convivere questa festa. Dal pontile si vede meglio l'affollamento della spiaggia, impressionante, penso di non aver mai visto così tanta gente in spiaggia. Mi ricordano le colonie di pinguini che si vedono nei documentari, uno attaccato all'altro ma tutti riescono a convivere in allegria.
Trascorriamo così quasi tutta la giornata, esperienza unica. Da quì ci spostiamo a Brooklyn. Il 4 luglio ci sono i fuochi d'artificio dovunque ma Brooklyn è il posto più rappresentativo, si dice, proprio sotto il famoso ponte e noi non ce li vogliamo perdere per niente al mondo. Lo spettacolo è stato unico ed inimitabile, lo ricorderemo probabilmente per sempre.

Nei giorni successivi abbiamo girato i simboli più turistici di NY, da Central Park a Brooklyn e il suo famoso Ponte, passando per una bella serata trascorsa in Time Square e Broadway senza farci mancare la Statua della Libertà ed Ellys Island, pregna di storia e storie di immigrazione.
Abbiamo assaggiato i  piatti tipici di NY, Il Bagel, panino col buco, di Ess-a-Bagel (locale molto rinomato per questi) o il Pastrami ( Carne marinata e trattata per tante ore, piatto di origine Ebrea) di Katz's (anche questo locale molto noto) o ancora la Pizza (made in NY) di Juliana, direi ottima. Quasi tutte pietanze d'oltre oceano diventate piatti ''onorari'' di NY.
L '8, dopo la visita alla statua della libertà, Isa e Jonathan, i nostri ci ceroni di queste giornate Neworkesi, ci lasciano per tornare a Los Angeles. Noi ci tratteniamo ancora due notti, cambiando albergo e avvicinandoci di più a Wall street.
Il giorno successivo torniamo a Central Park per visitare il Metropolitan Museum, da non perdere (biglietto 25$). In mezzo a tante meraviglie, trascorriamo quasi tutta la giornata. Torniamo in albergo dobbiamo riorganizzare i bagagli e fare il punto della situazione, domani si riparte, destinazione Boston.
Considerazioni su NY:  mezzi di trasporto pubblici efficientissimi con una rete metro invidiabile. Biglietto una corsa, 2.75 dollari; abbonamento per 7 giorni (che abbiamo fatto noi) per linee e corse illimitate, 33 dollari.
È così come si immagina; caotica, "frettolosa", multirazziale, pazza, viva ma aimè molto sporca e devo dire che i NewYorkesi non sono proprio così Friendly come gli americani dell'altra costa. Sono estremamente distratti, poco cordiali e molto poco accoglienti.

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