"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

11 Giugno 2019. Da Rock Springs a Jackson Hole, Grand Teton a National Park.

Dopo una buona nottata in questa camera molto confortevole, sveglia, colazione e via. Guida Gigi mentre io scrivo il Blog dei giorni precedenti. Distanza da percorrere 305 Km circa. La strada è scorrevole e c'è poco traffico. Usciremo dallo Utah per entrare in Wyoming. Nelle 4 ore di viaggio vedremo gli scenari cambiare; si passerà a scenari alpini, neve sulle montagne in lontananza e, se non fosse per le  tante piccole frazioni tipicamente western e i cowboy all'opera, che portano al pascolo le mandrie, ci sembrerebbe di stare in Trentino. Cittadine con casette di legno e fiori colorati nei balconi; riproduzioni a grandezza naturale degli animali della zona, come le alci e i bisonti e tante vacche grasse al pascolo; capiamo perché le carni sono così buone e saporite. Insomma in qualche centinaio di km e qualche ora, passiamo da scenari desertici, dove le forze della natura scolpiscono e forgiano le roccie, ai paesaggi alpini, a noi italiani abbastanza familiari. Arriviamo al Grand Teton nel primo pomeriggio. Questo parco è diviso in diversi "distetti", zone diverse con tanto di Visitor Center in ognuna ed in ognuna vi sono più o meno le stesse caratteristiche; laghi meravigliosi, cascate, trekking immersi nella natura alpina. In lontananza si ergono le montagne innevate, è un gioiello. Considerando tutto però siamo arrivati alla conclusione che non sia un parco ma una "regione". Qui non ci sono bus navetta perché è davvero ampio e dispersivo. È come se dicessimo "andiamo in Val Gardena o in Val Pusteria" ecco. Si possono fare migliaia di attività all'aperto; bici, mountainbiking, trekking, pesca, giri in barca, kayaking e chi  più ne ha più ne metta. Si vedono diversi impianti di risalita da piste da sci, quindi anche sport invernali. Insomma è un'enormita di area tipicamente montana. Prima tappa il Visitor Center denominato "Craig Thomas Discovery", nel distretto di Moose, parte a sud del parco. È veramente carino, con filmati del parco, attività didattico multimediali per bambini e dove ci si può già organizzare la visita all'intera area. Mappe alla mano, ci attende una tappa classica: Mormon Row. È ciò che rimane delle case mormone della fine del 19° secolo " I dirigenti della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, i mormoni, avevano inviato alcune famiglie, da Salt Lake Valley, a questo distretto, per stabilire nuove comunità e sostenere la loro popolazione in espansione. I coloni mormoni, alla fine del XIX secolo, raggrupparono le loro fattorie per condividere lavoro e comunità in netto contrasto con l'isolamento tipico di molte fattorie occidentali. Questi coloni giunsero per la prima volta nel 1890 dall'Idaho che stabilì una comunità conosciuta oggi come "Mormon Row".Gli abitanti  si stabilirono in 27 case nella zona grazie al terreno relativamente fertile, al riparo dai forti venti. Nonostante le dure condizioni di Jackson Hole (quest'area appunto), i coloni mormoni coltivarono i raccolti usando l'irrigazione. Questi robusti coloni scavavano fossati a mano e, con squadre di cavalli, costruirono una rete intricata di argini e dighe per incanalare l'acqua dai fossati centrali ai loro campi tra il 1896 e il 1937. L'acqua scorre ancora in alcuni di questi fossati". Bel reperto storico da visitare. Seconda tappa suggerita dal Ranger del Visiro Center, un trekking intorno al lago Taggart, poco prima del più famoso lago "Jenny". Parcheggiata la macchina intraprendiamo questo piccolo percorso di circa 4 km. È una goduria. siamo circondati da pini che profumano l'aria. Gli abeti giganteschi fanno Natale; fiori colorati e cinguettio non mancano. Qualche scoiattolo fa capolino qua e là, ma niente orsi. Sembrerebbe che ce ne siano parecchi ma noi, fortuna/sfortuna, non abbiamo visto neanche l'ombra. Ogni tanto facciamo una deviazione verso il lago che stiamo fiancheggiando. I colori tra cielo e acqua sono unici. Tratti ancora innevati sul nostro passaggio ci danno la sensazione di "aria pulita". Veramente uno scenario tipicamente alpino, sempre meraviglioso. Finito il giro, ci dirigiamo al più rinomato  Janny Lake, un'altra delle icone del Parco. Da qui si possono fare tante attività e prendere anche un battello, che porta da una sponda all'altra. Il lago è molto bello, ma non aspettatevi meraviglie assurde, è un bellissimo lago di montagna come tanti altri insomma. Finiamo la prima giornata ci conoscenza con questo parco nel  pomeriggio inoltrato, sono le 17.00 e ci aspetta l'hotel nella cittadina più vicina al parco, Jackson Hole, dove alloggeremo, sempre in un Super 8. Arrivati in hotel già ci accoglie una Hall molto caratteristica, tutta di legno, con tanto di distributore di popcorn, tantissimi dolciumi e snack in un ambiente caldo e accogliente compreso di animali imbalsamati. Qui gli animalisti è meglio non vengano mai. la stessa Jackson Hole è una cittadina molto carina, in tutti i sensi, una Cortina italiana. Gli alberghi costano tantissimo e sono sempre strapieni; tanti i locali tipici western con tanto di pistole e pistoleri. Qui la caccia ai grandi animali è quasi sacra. Si respira aria di Buffalo Bill, ma è davvero molto caratteristica e molto carina. La sera infatti andiamo a mangiare una buona bistecca in un locale da fantascienza quasi. Si chiama "Gun Barrell" e, se sei animalista, ambentalista, ecologista....lascia stare. A noi è piaciuto troppo per quanto è pazzescamente "Into The Wild West". Non siamo qui a giudicare né condannare una cultura, non è il caso né avremmo la forza di poterlo fare. I locali ricettivi, tutti, compreso i pub o ristoranti, qui sono quasi tutti così. Finiamo la serata con birre buonissime e un buon taglio di carne con contorno per la modica cifra di 102 dollari, qui niente è economico.

Nessun commento:

Posta un commento