Partiti dalla nostra bella Chicago ci dirigiamo nell'altra città della musica St Louis, nel Missouri. Abbiamo da percorrere 480 km e li faremo con grande calma e tranquillità.

Durante il tragitto scorgiamo diverse volte il cartello di indicazione della Route 66 che spesso ci affianca. Arriviamo finalmente in questa cittadina di quasi 303.000 abitanti. Il nostro hotel è, come spesso accade, al centro della Downtown. Si chiama Missouri Athletic Club e dal 1915 accoglie i suoi ospiti. Non vi diciamo come è perché è fantascienza. Ci sono palestre super accessoriate, un campo interno da basket, sopra il quale c'è una pista da corsa; una piscina da 25 metri con tanto di corsie, al 5º piano; nella immensa Hall esposizioni di artisti noti al mondo dell'arte. È favoloso e sinceramente il rapporto qualità prezzo è vantaggiosissimo, soprattutto per noi che abbiamo sfruttato un'offerta del circuito Booking.com. Ha però un grosso neo: la temperatura interna; praticamente è come stare in una cella frigo e anche con il condizionatore spento gli spazi comuni e la nostra stanza rimangono freddi. Il parcheggio per 18 dollari al giorno ormai ci sembra quasi economico. Usciamo a scaldarci e sondare il terreno: non c'è un'anima in giro.

Di fronte a noi si staglia il monumento simbolo della città, The Gateway Arch, l'arco d'acciaio alto 192 mt. Si può visitare e salirci in ascensore per una decina di dollari. Oltre a questo e davanti ad esso, vediamo un bel monumento in stile vittoriano; è l'Old Courthouse, antico tribunale federale magnificamente restaurato. Sede di numerosi casi cruciali, l'Old è il luogo in cui gli schiavi Dred e Harriet Scott hanno fatto causa per la loro libertà e Virginia Minor ha combattuto per il diritto di voto delle donne. Lo visitiamo nel secondo giorno e sinceramente ne rimaniamo positivamente affascinati. Ci sono le sale dei processi, quelli che vediamo nei film americani tra la fine dell'800 e la prima metà del '900, Perry Mason insomma. Molto interessante,

soprattutto per chi ama la storia americana e mastica bene l'inglese; storie di uomini e donne che hanno combattuto per la libertà, dai nativi alle figure importantissime citate sopra. Gironzoliamo per le strade adiacenti all'hotel e facciamo le nostre colazioni al sole del parco che sta ai nostri piedi; compriamo donuts e caffè rigorosamente americano, da passeggio (ormai per noi una piacevole abitudine) e ci sbraghiamo in questa meraviglia curatissima. L'erba che viene tagliata ogn mattina, le panchine perfette e tanti alberi fanno da contorno ad un bel laghetto e tante stradine su cui passeggiare e/o correre. È il Gateway Arch National Park, il parco nazionale della porta dell'Arco, quello di prima per intenderci, ma non c'è solo questo. Ci siamo sposati con l'auto a qualche km dal centro e abbiamo scoperto l' immensa estensione di questa città; le belle case, i quartieri ordinati, curatissimi, pochi grattacieli, molti palazzi non altissimi e le famose università che danno lustro a questa bella cittadina: la Washington University e la St. Louis University. Quest'ultima, che viene annoverato tra le migliori al mondo soprattutto in campo medico, è distesissima e ogni facoltà è compresa in padiglioni distribuiti per tutto un quartiere ad essa dedicato.

È una cittadella universitaria insomma. Altri istituti scolastici e qualche attività commerciale si affiancano e circondano le strade, spesso deserte, larghe e perfette. Molti teatri e tanti locali dove si suona della buona musica ne fanno davvero un'altra bella città di arte, musica e cultura. Una delle meraviglie che abbiamo avuto occasione di vedere, sempre a qualche km dal centro, è il magnifico Forest Park: 5.260 Km² di verde, laghi, fontane, percorsi ciclabili, lo zoo, un giardino botanico invidiabile, un museo scientifico e uno storico. Oltre a tutto questo vi si trova il magnifico Muny. È il teatro comunale dell'opera di St. Louis; è un anfiteatro che può ospitare 11.000 persone, paganti il biglietto d'ingresso ma lasciando 1.500 posti gratuiti nelle ultime nove file disponibili in base all'ordine di arrivo.

La stagione degli spettacoli inizia a metà giugno per finire a metà agosto. In questi due giorni in cui siamo stati qui stanno programmando "Footloose" e ne abbiamo sentito le prove durante un pic nic. Purtroppo l'impedimento della comprensione della lingua inglese ci ha impedito di rischiare di assistervi. Il Forest Park fa parte del circuito dei parchi nazionali degli States, così come il Gateway Arch, quindi chi avesse la tessere dei parchi può accedere in molte aree utilizzandola. Si dice che circa 13 milioni di perone vengano qui ogni anno. È uno dei polmoni della città, quello più frequentato e tra i più grandi e belli al mondo; sinceramente, il central Park di New York fa una pessima figura al suo cospetto. E dire che la prima sera, quando abbiamo

esplorato i dintorni a piedi, questa città ci aveva un po deluso; era deserta, locali chiusi e davvero bruttina. Poi abbiamo capito che è la parte del centro ad essere così, il resto è davvero bello. Tra le altre cose abbiamo fatto visita a due chiese importanti, San Francesco, molto bella e richiamate lo stile neogotico e la Cattedrale di St. Loius. Èuuna chiesa cattolica dedicata a San Luigi di Francia completata nel 1914 in stile neobizantino. È la chiesa madre dell'Arcidiocesi di St. Louis. È davvero bellissima sia all'esterno, con le cupole verde smeraldo, che all'interno con l'arricchimento di immensi mosaici. Abbiamo finito il piccolo soggiorno allietandoci con le note blues di un artista noto nella zona

John Cooper nel BB'S Jazz Blues Soup, un bel locale tipicamente jazz & blues che ti permette di entrare con 5 dollari; la consumazione è d'obbligo ma i prezzi sono accessibilissimi. Noi abbiamo anche cenato: alette di pollo fritte, due birre, patatine e insalatina per la "modica" cifra di 45 dollari (aiAmerica). Che dire in conclusione, St. Louis come Chicago offre davvero tanto ai suoi concittadini e altrettanto ai turisti, una gran bella citta.