"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

27 maggio 2019. Bryce National Park

Stamattina ci svegliamo alle 6.00 con l'intenzione di tornare a Zion per fare il trekking dell'angelo. Piove a dirotto. C'è un freddo pazzesco. Ok, niente Zion, niente trekking, che facciamo? aspettiamo un pochino e dopo l'ottima colazione (c'era di tutto!) decidiamo di cambiare programma e di lasciare Zion definitivamente. Ora andremo nell'altro parco, il Bryce National Park, a circa 160 km da St George. Abbiamo trovato alloggio in un albergo nei pressi del Parco, nella frazione chiamata Cannonville. L'hotel si chiama Grand Staircase Inn, costo per due notti 174 dollari.clima, decidiamo di vedere il parco, fin che si può.
Mentre percorriamo la strada, la giornata peggiora e il tempo con lei. Grigio e piovoso il cielo non promette niente di buono. Inizia a nevicare. Siamo preoccupati perché non avendo catene per le ruote, abbiamo paura che, nel caso di strada ghiacciata, si perda il controllo dell'auto. Attraversiamo una vera e propria bufera di neve e, per gente come noi, non abituata a viaggiare in queste condizioni, diventa tutto problematico. Velocità ridottissima e calma ci permettono di arrivare al parco. Lo spettacolo della neve sugli alberi e tutt'intorno ci fa tornare bambini. Ci fermiamo spesso e scattiamo foto a non finire. Immortalare quest'evento è d'obbligo. Nessuno si aspettava questo clima, tanto meno noi che abbiamo i pantaloni estivi e le scarpe non proprio adatte.
Fortuna che abbiamo almeno il giubbino in piuma che avevamo addosso quando siamo partiti, a dicembre. Arriviamo sani e salvi in albergo e ci accoglie un simpatico signore che, nonostante sia presto per il check in, ci fa avere quasi subito la camera. Spaziosissima, pulitissima, nonostante la moquette, con tutto il necessario per render il soggiorno confortevole. La colazione non è inclusa ma la offrono loro, compreso caffè, tè o qualsiasi cosa tu desideri. Le stanze sono tante e si distribuiscono in tre piani. Al pian terreno la reception/market è annessa all'albergo; si trova praticamente tutto, si può bere e mangiare dagli snacks al panino, colazione compresa. Poggiati i bagagli in
camera e non rassegnati, decidiamo di raggiungere il parco. Arrivati all'ingresso del Visitor Center, tra gente sconsolata e nello stesso tempo affascinata, chiediamo le mappe e se possiamo fare qualcosa in macchina. Tutti i punti importanti possono essere toccati in auto, in ognuno si può scendere e ammirare il panorama che si apre sotto, questo è un Canyon  e lo si può vedere dall'alto, in tutto il suo splendore, toccando i punti panoramici oppure dal suo interno, facendo i diversi trekking. Per noi, che siamo sprovvisti delle giuste attrezzature il trekking sotto la neve o la pioggia è impossibile quindi
perlustreremo in macchina. La strada che tocca i vari punti è la Bryce Canyon Scenic Drive e per percorrerla si può usare la navetta, uno shuttle bus che tocca tutte le fermate. Purtroppo però la visibilità è talmente ridotta che, dopo il primo punto, totalmente invisibile, decidiamo di andare via; continua a nevicare e a fare freddo, 0 gradi. Ci rintaniamo in una ristorante tipicamente country, "Rustier's Resaturant" dove per 30 dollari ci portano due paninoni uno con carne e uno con doppio hamburger, patate, verdura e, non essendoci birra, Coca Cola. Anche qui, dove è tutto più ordinato e sobrio del locale di ieri, lo stile è tipo texano cowboy, very americano, come le pietanze...alla faccia della miseria, qui tutto troppo. All'uscita dal locale il cielo è leggermente schiarito e quindi ci balena l'idea di tornare al parco, viaaa. 16 km ci distanziato dall'ingresso. Entrati, ripercorriamo la strada maestra che tocca i diversi punti panoramici  Nel primo punto la visibilità è migliorata alla grande; questo punto si chiama Sanset (alba) e ai suoi piedi si estende il cosiddetto "Bryce Anphitheater" un anfiteatro mozzafiato.
Abbiamo capito perché anfiteatro, non solo per la forma semicircolare ma soprattutto per lo spettacolo che è. Per noi è la cosa più bella vista in tutti questi parchi e una delle cose più belle al mondo. Un mare di pinnacoli che spuntano e si elevano dal terreno, frutto di erosione di acque e venti, maestosi e di colore mattone. La neve poggiata qua e là  rende il tutto ancora più suggestivo. Ci ha ricordato una Sagrada Familia in grande e soprattutto forgiata dalla natura. Lo spettacolo è indescrivibile, non sentiamo neppure il freddo pungente. La visuale, come abbiamo detto,  è molto più limpida di stamattina e ci consente di continuare anche negli altri punti, tranne gli ultimi più a nord perché ricomincia a nevicare e la visibilità ritorna pessima, tutto diventa surrealmente bianco e avvolge l'orizzonte come un manto. Ci accontentiamo, ne è valsa sicuramente la pena tornare. Domani vedremo cosa fare, per ora andiamo in camera. Doccia calda, blog, due pizzettine e caffè ci accompagneranno al meritato sonno.

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