Dalle previsioni di ieri doveva esser piovoso e uggioso, invece no. C'è un sole velato ma la
giornata è serena. La decisione è soprattutto di Jonathan, si va a Downtown, centro cittadino di Los Angeles , il suo cuore praticamente. È composto da aree più piccole come Chinatown, Little Tokyo e l'Arts District e vi si trovano musei d'arte famosi, ristoranti di cucina innovativa e bar molto trendy. In questa parte di Los Angeles si trovano i grattacieli moderni e importanti edifici storici. Il fulcro del complesso per le arti dello spettacolo, il Music Center è la Walt Disney Concert Hall, riconoscibile per la suggestiva struttura in acciaio progettata da Frank Gehry. Ma andiamo per gradi. Iniziamo con il Central Market, famosissimo market in cui si trova e si mangia di tutto. Jonathan trova posto per l’auto nel parcheggio adiacente; sembra l’ ingresso di un palazzo comune, invece sono 8 piani di parcheggio (costo 9 dollari per due ore).C'è tanta gente e il mercato è strabiliante. Pietanze di tutti i generi e angoli deliziosi tra cui ci si ritrova di fronte a collezionisti di dischi in vinile o creatori di piccoli capolavori di bigiotteria. Iniziamo con la passeggiata nei dintorni per vedere più da vicino i grattacieli, quelli che si raggruppano al centro della città e che spesso vengono ritratti quale caratteristica tipica della città.Torniamo al mercato e alla fine decidiamo per un pranzetto filippino; piatto con riso e tante altre cosucce buonissime all'interno. Dopo pranzo ci si sposta verso un altro simbolo di Los Angeles, la zona dedicata agli artisti da strada, la Arts District. Prima però passiamo per il Bradbury Building, un palazzo considerato un punto di riferimento architettonico nel centro di Los Angeles. Costruito nel 1893, è conosciuto soprattutto per il suo straordinario atrio di passerelle, scale ed ascensori e le loro armature in ferro. L'edificio fu commissionato dal milionario (di estrazione dell'oro) Lewis L. Bradbury per autocommemorarsi.
Appare in molte opere di narrativa ed è stato il sito di molti video musicali, servizi televisivi e film, il più famoso dei quali è il mitico Blade Runner (1982) del quale girarono alcune scene. L'ingresso è gratuito ma il palazzo non si può visitare se non fino alla prima rampa di scale. Difronte all'uscita secondaria, in una parete di un palazzo di una decina di piani un bel, gran, murale di Anthony Quinn ci ricorda i grandi attori del cinema Hollywoodiano. Ora si va verso l'Arts District: murales dappertutto, straordinari, quasi tutti realizzati con bomboletta spray, alcuni sono così perfetti da sembrare fotografie. Questa zona di Los Angeles è stata rivitalizzata e rinnovata negli ultimi decenni, dagli anni ‘70 in poi. Questi mitici anni hanno portato un'ondata di artisti in questa ex area industriale nel centro di Los Angeles. Hanno acceso una miccia all’ immaginazione creativa che ha bruciato per anni. I creatori emergenti hanno approfittato degli affitti, allora bassi, e hanno costruito una base per la mecca creativa che esiste qui oggi. Il Downtown Arts District di Los Angeles prese vita dietro le quinte, con artisti che lavoravano principalmente in studi chiusi.
Oggi l'arte si è riversata nelle strade sotto forma di murales colorati, spazi per gallerie ed eleganti vetrine. Curiosando e guardando attentamente però si possono ancora trovare tracce letterali e figurative degli anni '70. Oltre ai luoghi più storici che permangono, si respira l'aria pregna di vena creativa e anche imprenditoriale. Dopo esserci rifatti gli occhi si va in direzione Little Tokio (giusto un assaggio del nostro futuro viaggio); locali tipicamente giapponesi e tanti Cosplayers in giro (Cosplay è una parola formata dalla fusione delle parole inglesi "costume" e "play", gioco o interpretazione, che indica la pratica di indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile in un determinato ambito e interpretarne il modo di agire; spesso sono personaggi di film di animazione e Manga giapponesi). Gironzoliamo qui fino a sera ma siccome un po di cultura non basta mai, si va al museo di arte moderna “Broad Museum”.
La sede del museo è stata progettata da uno studio newyorchese ed ha l’aspetto di un parallelepipedo, racchiuso da un involucro bianco noto come “il velo”. Si trova vicino alla Walt Disney Concert Hall e al museo MOCA, con cui forma uno dei poli culturali più importanti della città Californiana. L'ingresso è gratuito. Al suo interno molte esposizioni spesso, per noi ignoranti, incomprensibili, spesso molto affascinanti e interessanti. È il nuovo tempio d'arte moderna, uno spazio dedicato alla Pop Art. 50,000 metri quadrati in cui c'è proprio di tutto; ospita 2000 opere di oltre 200 artisti ed è una delle più importanti opere del dopoguerra e dell'arte contemporanea in tutto il mondo.
Tantissime le esposizioni tra cui opere di Cindy Sherman, Jeff Koons , Ed Ruscha , Roy Lichtenstein e Andy Warhol , quest'ultimo incluso con un "Elvis singolo" del 1963, tutti nomi familiari per chi ama il genere. per quanto riguarda noi, siamo sempre molto attratti da questo genere di espressione artistica, molto spesso incomprensibile. Dopo circa due ore si va a mangiare tipicamente BBQ americano. Jonathan e Isa, che continuano a coccolarci, ci portano in un locale tipico di Los Angeles, un pochino distante dal centro. Qui fanno una delle migliori grigliata di carne, di un buono unico e tanti sfizi americani tra cui un pane al mais che è la fine del mondo.
Si rientra ma non prima di avere visto la piazza dei lampioni, la Urban Light, che è vicina al museo LACMA (è il più grande museo della costa Pacifica degli Stati Uniti, con una collezione di oltre 130.000 opere realizzate dall’antichità ai giorni nostri, definito Museo enciclopedico...per quest'anno non lo vedremo, passiamo). La Urban Light è composta da lampioni restaurati degli anni '20 e '30 ed è stata allestita nel 2008. La maggior parte dei bellissimi lampioni, una volta, illuminava le strade della California meridionale, infatti provengono da molte zone del sud come Glandale, Holliwood, Anaheim, Portland e Oregon. Ce ne sono 202 e sono disposti a griglia, vicini gli uni agli altri. Sono rappresentati 16 modelli di lampioni diversi, molti dei quali sono stati commissionati per particolari quartieri e strade. È surreale, foto e foto non possono mancare.
Fantastico, tutto meraviglioso. Una cosa che forse non tanti sanno o forse non immaginano è che Los Angeles, nei suoi più di 4.000.000 di abitanti, è si la città più popolosa della California e la seconda più popolosa degli Stati Uniti d'America dopo New York; è si un centro economico e scientifico di rilevanza internazionale; è inoltre la capitale mondiale dell'industria cinematografica, ospitando in uno dei sobborghi più famosi della città, Hollywood; ma con la sua vasta offerta di musei Los Angeles è diventata una delle città più frequentate del mondo dagli appassionati d’arte. Dal modernissimo Getty Center sopra West L.A. al Geffen Contemporary “ MOCA”, situato in un ex deposito della polizia di Little Tokyo, Los Angeles offre un assortimento unico di luoghi e modi di vedere opere indimenticabili; quindi è si trendy, “ VIP living” e mooolto american style ma con i piedi ben piantati a terra.
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