Oggi iniziamo la nostra avventura che ci vede protagonisti della visita dei parchi americani . Chiaramente non tutti i parchi ma quelli che sono più a portata di mano partendo da Los Angeles , che è stata la nostra residenza per 12 giorni .
Il Tour che abbiamo previsto, raggiungerà ben 17 parchi per un totale di 6500Km. Si, è un giro ambizioso ma, in un mese e qualche giorno, dovremmo riuscire a portarlo a termine. Oltre i parchi, prevediamo di spendere qualche giorno per visitare S. Francisco. È una bella sfida, cercheremo di portarla a termine. Sveglia alle 6:00 del mattino, colazione, bagagli e alle 7:00 stiamo partendo. Dovremmo fare più di 400 km per arrivare al nostro primo parco da visitare; abbiamo elaborato un tracciato , studiato per ben due settimane e abbiamo concluso con un giro che ci farà toccare i parchi più importanti della zona ovest, appunto, primo tra questi la Death Valley. Durante il viaggio si aprono davanti a noi scenari inconsueti. Grandi praterie e deserti inospitali si alternano. Guidiamo fino a raggiungere la strada n. 190 quella che si percorre per toccare la maggior parte dei punti di interesse della Death Valley.
Ormai i panorami sono esclusivamente desertici, solcati da strisce d'asfalto con rettilinei infiniti. Dopo circa 4 ore arriviamo al primo punto da noi segnato sul GPS : Mosaic Canyon. Parcheggiamo e cominciamo la nostra camminata che durerà circa un'ora . I primi 500 metri sono i migliori, sembra di stare all'interno di un Grand Canyon in miniatura e nonostante sia molto selvaggio e caldo è estremamente affascinante. Torniamo indietro alla macchina riprendiamo la 190 per alcuni km e arriviamo al punto d'interesse ovvero la Mesquite Flat Sand Dunes.
È un'area di dune sabbiose molto molto estesa in cui potersi rotolare tra la sabbia, fare le foto di rito e ammirare il panorama. È ora di andare verso il Visitor Center. Facciamo una sosta nei pressi di una rovina di un sito dove veniva lavorata il "Borax", chiamato "oro bianco", interessante "reperto" di archeologia industriale relativa ai primi sfruttamenti delle risorse minerarie del territorio. Per curiosità, questo veniva utilizzato nella lavorazione dell'oro al posto del mercurio per eliminarne le impurità (Piero Angela docet). Alle 3:00 del pomeriggio circa siamo al Visitor Center di Furnace Creek ; entriamo mostriamo il pass (che abbiamo grazie a Jonathan) e ci consegnano le mappe per poter vedere i posti migliori. A proposito del pass, per accedere ai parchi o si paga ogni accesso ad ogni singolo parco per una cifra di più o meno 35 $ oppure con un pass, un badge di plastica che costa 80 dollari ed è comulativo per tutti i parchi; dura un anno ed è un lasciapassare per l'auto praticamente. Può essere usato esclusivamente da due persone, delle quali dietro la carta c'è la firma, di cui almeno una deve essere presente all'interno del veicolo usato. Noi stiamo usando la carta di Jonathan, che ringraziamo Dopo una veloce consultazione, continuiamo la visita al parco. Prima tappa: Dante's View, punto panoramico che domina tutta la valle su una quota di 1670 metri. Qui ci si rende conto del perché viene chiamata Valle della Morte . Sicuramente è un posto estremamente affascinante ma molto selvaggio e poco ospitale. Se si vuole raggiungere un punto di osservazione a 180° si deve fare una piccola passeggiata per raggiungere alcune rocce esposte. Ripresa la macchina e raggiunta la 190 in direzione Furnace Creek, ci fermiamo allo Zebriskie Point, uno degli scenari che ci ha colpiti di piu. È un sistema di rocce arenarie solcate dall'acqua che crea un effetto "striatura" che tanto rimanda al manto delle zebre. Ci sono diversi percorsi da poter fare e a noi è venuta voglia di farne uno che è un loop e che ci impegna per qualche ora facendoci attraversare alcuni canyon ricavati dal passaggio del fiume, ora a secco. Il colore dorato delle rocce, che il sole contribuisce ad esaltare, rende tutto meravigliosamente affascinante . Dopo circa due ore di camminata, si riprende la via di ritorno al parcheggio che sta sul punto panoramico. Da quì ci godiamo un indimenticabile tramonto con uno snack di crackers e acqua, giusto quello che abbiamo con noi . È ora di andare a cercare alloggio. Oggi si va di camping. A Burbank abbiamo comprato tutto l'occorrente per dormire, in caso di necessità, dentro la nostra macchina. È un modo per fare camping senza tenda. Quindi, con le nostre attrezzature da camping ne cerchiamo uno per stanotte. Vicino all'ingresso del Visitor center ci sarebbero tre camping abbastanza vicini tra loro, il problema è che l'accesso non è così intuitivo. L'appetito si fa sentire, quindi decidiamo di mangiare qualcosa prima di continuare le ricerche dell'ingresso ai camping. In un'area picnic consumiamo il nostro pasto frugale. Ok, ora cerchiamo un posto dove dormire. Abbiamo un po' di difficoltà perché c'è buio e perché è veramente difficile capire come funzionano i campeggi . Alla fine riusciamo a trovare l'accesso ad uno dei camping. Si può accedere soltanto con un pagamento che viene effettuato all'ufficio d'ingresso, ma in questo caso, non essendoci più nessuno, dobbiamo utilizzare l'alternativa "macchinetta emetti ticket" (i costi delle piazzole vanno da 14 ad un massimo di 20 $; qui è 16$). Ogni piazzola è contrassegnata da un numero affisso su un paletto, sul quale si deve mettere il ticket per far capire, ad altri eventuali ospiti, che lo spazio è occupato. Per noi piccola disavventura in una piazzola già occupata...da ricordare.
Il Tour che abbiamo previsto, raggiungerà ben 17 parchi per un totale di 6500Km. Si, è un giro ambizioso ma, in un mese e qualche giorno, dovremmo riuscire a portarlo a termine. Oltre i parchi, prevediamo di spendere qualche giorno per visitare S. Francisco. È una bella sfida, cercheremo di portarla a termine. Sveglia alle 6:00 del mattino, colazione, bagagli e alle 7:00 stiamo partendo. Dovremmo fare più di 400 km per arrivare al nostro primo parco da visitare; abbiamo elaborato un tracciato , studiato per ben due settimane e abbiamo concluso con un giro che ci farà toccare i parchi più importanti della zona ovest, appunto, primo tra questi la Death Valley. Durante il viaggio si aprono davanti a noi scenari inconsueti. Grandi praterie e deserti inospitali si alternano. Guidiamo fino a raggiungere la strada n. 190 quella che si percorre per toccare la maggior parte dei punti di interesse della Death Valley.
Ormai i panorami sono esclusivamente desertici, solcati da strisce d'asfalto con rettilinei infiniti. Dopo circa 4 ore arriviamo al primo punto da noi segnato sul GPS : Mosaic Canyon. Parcheggiamo e cominciamo la nostra camminata che durerà circa un'ora . I primi 500 metri sono i migliori, sembra di stare all'interno di un Grand Canyon in miniatura e nonostante sia molto selvaggio e caldo è estremamente affascinante. Torniamo indietro alla macchina riprendiamo la 190 per alcuni km e arriviamo al punto d'interesse ovvero la Mesquite Flat Sand Dunes.
È un'area di dune sabbiose molto molto estesa in cui potersi rotolare tra la sabbia, fare le foto di rito e ammirare il panorama. È ora di andare verso il Visitor Center. Facciamo una sosta nei pressi di una rovina di un sito dove veniva lavorata il "Borax", chiamato "oro bianco", interessante "reperto" di archeologia industriale relativa ai primi sfruttamenti delle risorse minerarie del territorio. Per curiosità, questo veniva utilizzato nella lavorazione dell'oro al posto del mercurio per eliminarne le impurità (Piero Angela docet). Alle 3:00 del pomeriggio circa siamo al Visitor Center di Furnace Creek ; entriamo mostriamo il pass (che abbiamo grazie a Jonathan) e ci consegnano le mappe per poter vedere i posti migliori. A proposito del pass, per accedere ai parchi o si paga ogni accesso ad ogni singolo parco per una cifra di più o meno 35 $ oppure con un pass, un badge di plastica che costa 80 dollari ed è comulativo per tutti i parchi; dura un anno ed è un lasciapassare per l'auto praticamente. Può essere usato esclusivamente da due persone, delle quali dietro la carta c'è la firma, di cui almeno una deve essere presente all'interno del veicolo usato. Noi stiamo usando la carta di Jonathan, che ringraziamo Dopo una veloce consultazione, continuiamo la visita al parco. Prima tappa: Dante's View, punto panoramico che domina tutta la valle su una quota di 1670 metri. Qui ci si rende conto del perché viene chiamata Valle della Morte . Sicuramente è un posto estremamente affascinante ma molto selvaggio e poco ospitale. Se si vuole raggiungere un punto di osservazione a 180° si deve fare una piccola passeggiata per raggiungere alcune rocce esposte. Ripresa la macchina e raggiunta la 190 in direzione Furnace Creek, ci fermiamo allo Zebriskie Point, uno degli scenari che ci ha colpiti di piu. È un sistema di rocce arenarie solcate dall'acqua che crea un effetto "striatura" che tanto rimanda al manto delle zebre. Ci sono diversi percorsi da poter fare e a noi è venuta voglia di farne uno che è un loop e che ci impegna per qualche ora facendoci attraversare alcuni canyon ricavati dal passaggio del fiume, ora a secco. Il colore dorato delle rocce, che il sole contribuisce ad esaltare, rende tutto meravigliosamente affascinante . Dopo circa due ore di camminata, si riprende la via di ritorno al parcheggio che sta sul punto panoramico. Da quì ci godiamo un indimenticabile tramonto con uno snack di crackers e acqua, giusto quello che abbiamo con noi . È ora di andare a cercare alloggio. Oggi si va di camping. A Burbank abbiamo comprato tutto l'occorrente per dormire, in caso di necessità, dentro la nostra macchina. È un modo per fare camping senza tenda. Quindi, con le nostre attrezzature da camping ne cerchiamo uno per stanotte. Vicino all'ingresso del Visitor center ci sarebbero tre camping abbastanza vicini tra loro, il problema è che l'accesso non è così intuitivo. L'appetito si fa sentire, quindi decidiamo di mangiare qualcosa prima di continuare le ricerche dell'ingresso ai camping. In un'area picnic consumiamo il nostro pasto frugale. Ok, ora cerchiamo un posto dove dormire. Abbiamo un po' di difficoltà perché c'è buio e perché è veramente difficile capire come funzionano i campeggi . Alla fine riusciamo a trovare l'accesso ad uno dei camping. Si può accedere soltanto con un pagamento che viene effettuato all'ufficio d'ingresso, ma in questo caso, non essendoci più nessuno, dobbiamo utilizzare l'alternativa "macchinetta emetti ticket" (i costi delle piazzole vanno da 14 ad un massimo di 20 $; qui è 16$). Ogni piazzola è contrassegnata da un numero affisso su un paletto, sul quale si deve mettere il ticket per far capire, ad altri eventuali ospiti, che lo spazio è occupato. Per noi piccola disavventura in una piazzola già occupata...da ricordare.
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