Notte confortevole in bel lettone caldo. Gigi riesce a trovare due posti on line per accedere al canyon di Antelope, quello nel basso canyon, il lower appunto. I biglietti, per entrambi i canyon si possono fare in loco o via web. L'Antelope Canyon consiste di due parti diverse, chiamate Antelope Canyon superiore e Antelope Canyon inferiore. L'Antelope Canyon è il frutto di milioni di anni di erosione idrica. In effetti, il nome Navajo per Upper Antelope Canyon è "bighanilini" di Tse, che significa "il luogo in cui l'acqua scorre attraverso le rocce". Visitarlo significa, oltre ai 90 dollari di costo, trovare una marea di gente ma godere delle infiltrazioni dei raggi del sole, però solo quando questo è ben alto nel cielo. Prenotare o comunque avere un biglietto non è facile. Noi infatti non ce l'abbiamo fatta. Coloro che l'hanno fatto dicono che è molto bello, diversissimi dal Lower e soprattutto superaffollato...forse siamo stati fortunati? Vediamo un po. Abbiamo prenotato la visita (del Lower Antelope) delle 10.45 e dovremmo essere lì almeno mezz'ora prima. La distanza da Page è di circa 8 km. Arrivati al parcheggio, gratuito, un'ora prima del tour, andiamo allo sportello che fortunatamente non ha fila. Ci chiedono la stampa dei ticket che abbiamo prenotato e pagato via web (costo totale 109 dollari) e ci dicono di tornare dopo e raccomandano di essere molto puntuali, per noi una regola. C'è tantissima gente e ci chiediamo come papero si fa ad entrare in così tanti in un tunnel e, soprattutto, come poter fare qualche foto senza ritrarre persone sconosciute. Poco distante da quì c'è anche l'accesso alla parte alta dell'Antelope Canyon, quella ancora più frequentata. Andiamo un po in giro in macchina, arriviamo, sempre sulla stessa strada, all'ingresso dell'Antelope Point, una zona interna al parco (badget annuale o pagamento di circa 20 dollari) che si visita in macchina e che consente di arrivare alla zona balneare del lago, il Lake Pawell. Torneremo dopo avere visto Antelope Canyon. Ok, arriviamo puntuali al punto d'incontro con gli altri del gruppo e con la guida navajo. Si può accedere solo con le guide del posto.
È un giovane ragazzo indiano molto simpatico e molto “rapper style”; con i suoi pantaloni bassi, scarponi slacciati, felpona e berretto di lana più cappuccio, ci fa sudare solo a guardarlo, ci saranno si e no 25 gradi qui. Una ragazzona ci timbra sul dorso della mano il logo del Canyon e via, seguiamo Nike… la nostra guida. Siamo in 10. Sarebbe bello fossimo soli ma ci sono altri gruppi da 10 che entrano con noi, insomma si è in tanti piccoli gruppi. Scalette per scendere nei meandri del tunnel. Il nome Navajo per Lower Antelope Canyon è Hasdeztwazi o "Spiral Rock Arches" “archi di roccia a spirale” .
Molti anni fa, branchi di Antilope Pronghorn vagavano liberamente dentro e intorno al canyon, il che spiega il nome inglese. Questo incredibile canyon è stato creato nel corso di milioni di anni dalle implacabili forze dell'acqua e del vento, intagliando e scolpendo lentamente l'arenaria in forme sinuose tra le quali la luce del sole, che in esso penetra, si riflette e si propaga, offrendo colorazioni e ambienti unici. È impressionante; questi angoli sembrano sempre in movimento, ricordano dei drappi di velluto sui quali rimbalza la luce, creando uno sfolgorante display di colori, luci e ombre. I nostri occhi non bastano, tra questi meandri ci perdiamo e con miriadi di esclamazioni di stupore, dopo un'ora volata via come un battito di ciglia, usciamo. Se questi fossero gli inferi, farei la cattiva a vita.
Scioccati da quanto visto, assistiamo, proprio nell'area esterna vicino agli uffici, ad una danza tribale Navajo con tanto di turisti che assistono un po scettici (una forzatura tipicamente turistica) un po estasiati, un po affascinati. Mentre guardo quest'omone che danza, con abiti tipici e movenze tribali, penso a quanto gli esseri umani, dopo che distruggono e massacrano intere popolazioni, ne esaltino, dopo decenni, le loro peculiarità, promuovendo o, come in questo caso, assistendo a rituali ormai finti con la stessa tenerezza con cui si guarda un cane...molto bello ma sempre animale è. Parlo soprattutto di questo paese, che personalmente adoro per tanti piccoli grandi motivi che non sto ad elencare, ma che davvero ha fatto tanto male al mondo, Vietnam et Indios docent. Riprendiamo la strada e andiamo verso la zona balneare dell'Antelope Point; mostrata la tessera, entriamo. Si percorre con la macchina un bel tratto che porta a diversi punti panoramici sul lago, sul bellissimo Lake Pawell. Qui ci sono aree Pic-nic, spiaggette e tante imbarcazioni che se la godono tutta. Molto bello e molto “vacanziero”. Una breve visita si può fare, se hai la tessera o se hai voglia di stare in total relax al sole. Torniamo in hotel e mangiamo qualcosa di più vicino ai nostri gusti: verdura, verdura, verdura, frutta e frutta; dopo tutta sta carne, buonissima per carità, ci è venuta voglia di stare leggeri.
La sera andiamo a vedere la zona del bellissimo Lago Pawell. Anche questo dista pochi km da Page e si raggiunge con una strada di ottimo asfalto (come sempre qua). Ingresso a pagamento, circa 20 dollari, oppure con la tessera e noi fortunatamente l'abbiamo. Ci danno carte e mappe del Glen Canyon, tutta la zona attorno insomma, ma ormai quello che c'era da vedere nei dintorni lo abbiamo visto. Entriamo e ci godiamo questo bel sito. Le acque del lago Powell sono molto chiare e possono raggiungere i 170 metri di profondità. È il prodotto della costruzione dello sbarramento del Glen Canyon sul fiume Colorado. È un enorme lago artificiale (il secondo più grande degli Stati Uniti) con i suoi 3.057 km di costa e una superficie di 658 km².
“Il bacino del lago Powell iniziò a riempirsi nel marzo 1963, raggiungendo il suo punto di massimo volume nel 1980. II lago prende il suo nome dal maggiore John Wesley Powell. rif, wikipedia”. A proprosito, questa intera area appartiene al Glen Canyon. È un canyon naturale della zona sud-est e Utah centro-meridionale . Una piccola parte dell'estremità inferiore del Glen Canyon si estende nella parte settentrionale dell'Arizona e termina nell' area di Vermilion Cliffs negli Stati Uniti. Come il Grand Canyon a sud, Glen Canyon fa parte dell'immenso sistema di canyon scavati dal fiume Colorado e dai suoi affluenti. In un sito web di promozione ad esso c'è scritto : “La nostra missione è proteggere, conservare e gestire parchi tribali, monumenti e aree ricreative per il godimento perpetuo e il beneficio della Nazione Navajo - i paesaggi spettacolari, i butteri, i canyon, l'aria pulita, la diversità delle piante e della fauna selvatica e le aree di bellezza e solitudine” (e devo dire che ce la mettono proprio tutta; ecco un motivo per cui mi piace questo paese, si ama infinitamente da essere estremista campanilista, cosa che, nonostante l'estremismo, serve a salvaguardare le proprie
peculiarità). Stiamo a godere delle bellezze dei colori del lago e del cielo e aspettiamo un tramonto indimenticabile...sul fiume Colorado. Dopo sì tanta bellezza, si va a colmare gli stinti primordiali e poco alti che mormorano dal nostro interno: la fame. Oggi vorremmo pizza, si pizza. Vicino al nostro albergo ci sono tanti localini, compreso pizzerie. Uno però, alla fine, ci attrae; si chiama “Gone West Family Reastaurant”, Texas style con tanto di icone stellari cartonate all'ingresso. Niente pizza, si va di bistecca e patate con tanto di buonissima birra rossa locale e tanta musica country a contorno. Per oggi può bastare. La pizza, forse, domani.
È un giovane ragazzo indiano molto simpatico e molto “rapper style”; con i suoi pantaloni bassi, scarponi slacciati, felpona e berretto di lana più cappuccio, ci fa sudare solo a guardarlo, ci saranno si e no 25 gradi qui. Una ragazzona ci timbra sul dorso della mano il logo del Canyon e via, seguiamo Nike… la nostra guida. Siamo in 10. Sarebbe bello fossimo soli ma ci sono altri gruppi da 10 che entrano con noi, insomma si è in tanti piccoli gruppi. Scalette per scendere nei meandri del tunnel. Il nome Navajo per Lower Antelope Canyon è Hasdeztwazi o "Spiral Rock Arches" “archi di roccia a spirale” .
Molti anni fa, branchi di Antilope Pronghorn vagavano liberamente dentro e intorno al canyon, il che spiega il nome inglese. Questo incredibile canyon è stato creato nel corso di milioni di anni dalle implacabili forze dell'acqua e del vento, intagliando e scolpendo lentamente l'arenaria in forme sinuose tra le quali la luce del sole, che in esso penetra, si riflette e si propaga, offrendo colorazioni e ambienti unici. È impressionante; questi angoli sembrano sempre in movimento, ricordano dei drappi di velluto sui quali rimbalza la luce, creando uno sfolgorante display di colori, luci e ombre. I nostri occhi non bastano, tra questi meandri ci perdiamo e con miriadi di esclamazioni di stupore, dopo un'ora volata via come un battito di ciglia, usciamo. Se questi fossero gli inferi, farei la cattiva a vita.
Scioccati da quanto visto, assistiamo, proprio nell'area esterna vicino agli uffici, ad una danza tribale Navajo con tanto di turisti che assistono un po scettici (una forzatura tipicamente turistica) un po estasiati, un po affascinati. Mentre guardo quest'omone che danza, con abiti tipici e movenze tribali, penso a quanto gli esseri umani, dopo che distruggono e massacrano intere popolazioni, ne esaltino, dopo decenni, le loro peculiarità, promuovendo o, come in questo caso, assistendo a rituali ormai finti con la stessa tenerezza con cui si guarda un cane...molto bello ma sempre animale è. Parlo soprattutto di questo paese, che personalmente adoro per tanti piccoli grandi motivi che non sto ad elencare, ma che davvero ha fatto tanto male al mondo, Vietnam et Indios docent. Riprendiamo la strada e andiamo verso la zona balneare dell'Antelope Point; mostrata la tessera, entriamo. Si percorre con la macchina un bel tratto che porta a diversi punti panoramici sul lago, sul bellissimo Lake Pawell. Qui ci sono aree Pic-nic, spiaggette e tante imbarcazioni che se la godono tutta. Molto bello e molto “vacanziero”. Una breve visita si può fare, se hai la tessera o se hai voglia di stare in total relax al sole. Torniamo in hotel e mangiamo qualcosa di più vicino ai nostri gusti: verdura, verdura, verdura, frutta e frutta; dopo tutta sta carne, buonissima per carità, ci è venuta voglia di stare leggeri.
La sera andiamo a vedere la zona del bellissimo Lago Pawell. Anche questo dista pochi km da Page e si raggiunge con una strada di ottimo asfalto (come sempre qua). Ingresso a pagamento, circa 20 dollari, oppure con la tessera e noi fortunatamente l'abbiamo. Ci danno carte e mappe del Glen Canyon, tutta la zona attorno insomma, ma ormai quello che c'era da vedere nei dintorni lo abbiamo visto. Entriamo e ci godiamo questo bel sito. Le acque del lago Powell sono molto chiare e possono raggiungere i 170 metri di profondità. È il prodotto della costruzione dello sbarramento del Glen Canyon sul fiume Colorado. È un enorme lago artificiale (il secondo più grande degli Stati Uniti) con i suoi 3.057 km di costa e una superficie di 658 km².
“Il bacino del lago Powell iniziò a riempirsi nel marzo 1963, raggiungendo il suo punto di massimo volume nel 1980. II lago prende il suo nome dal maggiore John Wesley Powell. rif, wikipedia”. A proprosito, questa intera area appartiene al Glen Canyon. È un canyon naturale della zona sud-est e Utah centro-meridionale . Una piccola parte dell'estremità inferiore del Glen Canyon si estende nella parte settentrionale dell'Arizona e termina nell' area di Vermilion Cliffs negli Stati Uniti. Come il Grand Canyon a sud, Glen Canyon fa parte dell'immenso sistema di canyon scavati dal fiume Colorado e dai suoi affluenti. In un sito web di promozione ad esso c'è scritto : “La nostra missione è proteggere, conservare e gestire parchi tribali, monumenti e aree ricreative per il godimento perpetuo e il beneficio della Nazione Navajo - i paesaggi spettacolari, i butteri, i canyon, l'aria pulita, la diversità delle piante e della fauna selvatica e le aree di bellezza e solitudine” (e devo dire che ce la mettono proprio tutta; ecco un motivo per cui mi piace questo paese, si ama infinitamente da essere estremista campanilista, cosa che, nonostante l'estremismo, serve a salvaguardare le proprie
peculiarità). Stiamo a godere delle bellezze dei colori del lago e del cielo e aspettiamo un tramonto indimenticabile...sul fiume Colorado. Dopo sì tanta bellezza, si va a colmare gli stinti primordiali e poco alti che mormorano dal nostro interno: la fame. Oggi vorremmo pizza, si pizza. Vicino al nostro albergo ci sono tanti localini, compreso pizzerie. Uno però, alla fine, ci attrae; si chiama “Gone West Family Reastaurant”, Texas style con tanto di icone stellari cartonate all'ingresso. Niente pizza, si va di bistecca e patate con tanto di buonissima birra rossa locale e tanta musica country a contorno. Per oggi può bastare. La pizza, forse, domani.
Nessun commento:
Posta un commento