"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

03 giugno 2019, Grand Canyon South Rim, secondo giorno.

Secondo giorno al Grand Canyon Sud.
Ci svegliamo presto, la luce dei finestrini e l'ottima notte trascorsa, ci danno un buon risveglio. Colazione con pane e marmellata, palline di  donuts, comprate a Page, buonissime, smontaggio letto gonfiabile e riordino, pronti a partire verso il parco. Questo camping, molto spartano, senza servizi se non quelli essenziali, è una meraviglia di immersione totale nella natura. Si sentono cinguettare gli uccellini e stanotte anche il grido stridulo di un animale, forse aquila o condor, che sono di casa. Entrati al parco, dal nostro ingresso a sud, riprendiamo la strada lasciata ieri verso il versante est, direzione Desert View, dove, evitando la torre vista ieri, iniziamo a toccare tutti gli altri punti a partire da Navajo Point verso il Visitor Center; questi non sono serviti da alcuna navetta. Purtroppo la nostra auto comincia a manifestare un'anomalia nel computer di bordo: richiesta manutenzione. Inoltre tutte gli attacchi 12 Volt (accendisigari) non funzionano più e per noi sono fondamentali per ricaricare i nostri apparecchi elettronici. Chiamiamo il numero di assistenza della Alamo, l'agenzia di noleggio della nostra auto. Con nostra gradita sorpresa ci mettono a disposizione un interprete italiano e così concordiamo la sostituzione della macchina ma dovremmo recarci nella città più vicina servita dalla Alamo, Flagstaff, a circa 120 km da qui. Ci dicono che il messaggio sul display non è preoccupante per la conduzione dell'auto ma comunque va sostituita. Sconfortati dal dover perdere tempo ma nello stesso tempo rincuorati da tale efficientissima assistenza, lasciamo in sospeso il percorso nel parco da riprendere più tardi e andiamo a Flagstaff, in aeroporto, dove Alamo, come altre agenzie,  gestisce i noleggi. Impieghiamo circa 1.30 ad arrivare e anche quì troviamo un impiegato gentile ed efficiente che però, scusandosi, ci dice subito che la macchina in sostituzione sarà leggermente più piccola della Rav4. Effettivamente è cosi, è una Nissan Rogue Sport ma in compenso è una 4x4. Cambio auto velocemente e si torna al parco. Abbiamo impiegato si è no 3 orette, fortunatamente è ancora presto, circa le 16.00. Ripreso il percorso dal punto lasciato, Il Navajo Point, visitiamo tutti gli altri lasciandoci per ultima la parte centrale, quella in prossimita del Visitor Center, non prima di aver visto il Tusayana Museum e le rovine che si trovano nei pressi del Moran Point, che raccontano la quotidianità e la grande conoscenza dei nativi dell'utilizzo di tutte le le risorse naturali presenti in questo territorio. Ripreso il centro parco, ci lasciamo per ultimo forse il più bello e il più esplicativo punto panoramico che palesa cosa sia e quanto sia magnificente il Grand Canyon: il Mather Point. Dedicato ad un uomo, Stephen Tyng Mather che, come recita la lastra commemorativa "Pose le basi del servizio dei parchi nazionali definendo e stabilendo le politiche sotto le quali queste aree sarebbero state sviluppate e conservate per il godimento delle future generazioni", aveva capito tutto e, come dice l'incisione finale "non ci sarà mai una fine al bene che lui ha fatto". Da qui, insieme al cosiddetto "Anfiteatro" si domina l'intera vallata, si vede il percorso del fiume Colorado all'interno della spaccatura, della ferita inferta da movimenti tellurigi misti all'erosione provocata dal vento, dall'acqua e dal tempo. È indescrivibile l'immensa distesa che si differenzia in tutti gli step che l'erosione ha provocato; dai panorami piatti, detti Mesa (immense piane), alle guglie e ai canyon che mettono  a nudo le caratteristiche geomorfologiche. Si passa da strati di granito, scisto e arenaria che, differenziandosi tra loro per i minerali di composizione, creano strati di colori meravigliosi e caldi, dal mattone al giallo, dall'arancio al bianco, un miracolo della terra. Chiudiamo così la nostra visita a questa meraviglia magnificente, raccomandando a noi stessi che, se avremo la fortuna di tornare, scenderemo a valle per scoprirne i tesori. Mentre ripercorriamo la via di rientro al camping, ci fermiamo nella zona vicina attrezzata di tutti i servizi, compreso il market, dove compriamo bistecche, wustell di tacchino e pomodori; secondo voi? arrivati alla piazzola, Gigi prepara il fuoco; legna e pigne non mancano. In mezz'ora abbiamo preparato il lettone, all'interno della automobiltenda e la cena. Un'altra bottiglia di Cabernet Sauvignon californiano ci accompagna in questa magnifica nottata tra fuoco, bistecche alla brace, cielo stellato e tanta felicità.

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