Diario di viaggio. Impressioni, consigli, suggerimenti sul nostro viaggio attraverso gli States, tra città e grandi parchi.
"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"
04 giugno 2019, Monument Valley; Mexican Hat e Valley of Gods.
Dopo una notte serena, ci risvegliamo tra pini e silenzi interrotti dal cinguettio degli uccelli. Sbaracchiamo tutto e, dopo la frugale ma sufficiente colazione, ripartiamo con la nuova macchina verso altri lidi; ci attende la Monument e Valley a circa 288 km da qui. Salutiamo il Grand Canyon con l'augurio sincero di tornare e ritrovarlo così, magnifico. Ci fermiamo per benzina (a proposito i prezzi variano molto da Stato a Stato, questo è il più economico trovato fin'ora, circa $ 2.90 a gallone, cioè circa 2.5 euro ogni 3.8 litri) e caffè in un market e via. C'è molto caldo ormai da qualche giorno; praticamente abbiamo attraversato le quattro stagioni in un mese. Arriviamo alla Monument Valley; questo non è un parco nazionale ma navajo e quindi la tessera non vale. L'accesso è di $ 20, meritati. Dovremmo dormire nel camping all'interno ma non è ancora possibile fare il check in, è troppo presto, il costo è di $ 25 dollari (più dell'ingresso) ed è completamente spoglio, una radura immersa nel deserto....mmma, non siamo molto convinti. Comunque iniziamo il giro dei vari monumenti naturalistici in pieno deserto navajio. Molto del percorso si fa in macchina e ci sono diversi accessi solo per chi fa il tour con le guide navajio. È stupefacente. Dappertutto si ergono montagne di arenaria o comunque monoliti color mattone che danno vita a queste immense distese. Le rocce e i grandi monoliti si sbizzarriscono con le forme più strane, da quella che richiama l'elefante a quella delle tre sorelle, tre guglie vicine. Il paesaggio è davvero magnifico, polveroso ma magnifico. Unica nota dolente è che le guide navajo che accompagnano le persone nei tour con jeep cassonate, corrono come matti nelle strade polverose, sollevando una scia di terra spaventosa; si divertono così; peccato che il limite da loro stessi imposto qui, per la velocità, è di poco meno di 30 km/h. Andiamo via dal parco ma, siccome è abbastanza presto, sono circa le 15.30, decidiamo di non restare qui in campeggio a dormire ma di proseguire per le tappe successive che avevamo previsto: Mexican Hat e Valley of Gods. Quindi, chiunque avesse la fortuna di venire qui sappia che la Monument Valley si può visitare in circa tre ore, senza tour guidati che farebbero aumentare il tempo di permanenza. Diretti ad un monolite a forma di omino col cappello da messicano, percorriamo circa 37 km. Eccolo là; con una deviazione a destra, percorsi circa 300 metri di sterrato, si erge questo massiccione messicano, molto carino e simpatico, niente di più. Ripreso il cammino per la valle degli dei, sulla strada attorniata da massi imponenti di color mattone che ne fanno un'attrazione ad ogni miglio, chiamata per questo motivo "scenica" (Scenic road), iniziamo a vedere guglie e monoliti con forme strane all'orizzonte: la Valle degli Dei. Mai nome fu più appropriato. È un'immensa piana in cui passa una strada sterrata di circa 30 km, la Valley of The Gods Road, che permette di inoltrarsi all'interno. Non è un parco nazionale, non è a pagamento, è territorio navajio. Siamo letteralmente a bocca aperta, un susseguirsi di roccione, grandi massi poggiati, a volte l'uno su l'altro, sembrano aspettare una folata di vento per cadere giù. Maestosi, con forme suggestive e, chiaramente evocative per i nativi del posto, che ritengono ancora oggi questa una valle sacra. Tutti questi luoghi sono terra navajio; è la loro terra. Qui vivevano e vivono ancora e, come per altri siti ora turistici, permane ancora oggi la sacralità degli stessi, che racchiudono ancora gli antichi spiriti a loro cari. Noi, spiriti o no, siamo incantati da tali bellezze naturali. Vediamo ogni tanto dei camper e delle tendine da campeggio sparse qua e là, a debita distanza gli uni dalle altre e capiamo subito che si può campeggiare; effettivamente non c'è alcun divieto, solo quello di accensione fuochi o danneggiamento dei siti. E quindi? decisione presa: dormiremo qui, tra gli dei e gli spiriti degli antichi navajo, sotto un cielo stellato, un clima perfetto e un bicchiere (non proprio uno) di vino rosso. Prima che tramonti il sole, scelto uno spiazzo un po distante dalla strada principale, piazziamo l'automobiltenda e stappiamo un bel Merlot californaino, ovviamente, godendoci tali bellezze intorno. Una pioggerella strana non ci permette di mangiare fuori dalla macchina e quindi lo faremo dentro: smurzo di varie cosucce interessanti, buon vino, qualche snack a conforto e ci godiamo questa serata incredibile, impensabile, inaspettata e insolita.
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