Diario di viaggio. Impressioni, consigli, suggerimenti sul nostro viaggio attraverso gli States, tra città e grandi parchi.
"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"
05 giugno 2019. Valley Of Gods
Ore 6.00 siamo svegli. Intorno a noi la luce piena de sole, sorto ormai da più di un'ora, ci da il buongiorno. Siamo in un angolo di terra della Valle degli Dei, in Arizona, dall'altra parte del "nostro" mondo. La giornata è limpida e calda. Smontiamo tutto e ripartiamo da ieri. Ripercorriamo i diversi km che avvolgono la valle; ora le luci del mattino, riflettendoci sulle creature immobili della valle, creano ombre più intense, regalandoci immagini uniche. È davvero un luogo suggestivo dove il silenzio attraversato dal vento e la terra rossa che ci circonda fin da sotto i piedi, ci fanno sentire "liberi". Ogni tanto incrociamo un'altra auto e i sorrisi di compiacimento vengono fuori istintivamente; siamo anche noi qua, in questo angolo baciato da Dio, anzi dagli Dei navajo. Trascorriamo un'ora a ripercorrere la strada fatta ieri, le foto non si contano più. È ora di proseguire, ci aspetta un'altra tappa importante, una tappa che originariamente non era nei nostri piani ma che, rivedendo alcune cose, ora c'è: il Parco nazionale di Mesa Verde, in Colorado. Poco prima di arrivare però, faremo una piccolissima deviazione, di passaggio, per vedere due monoliti che vengono chiamati Twins, gemelli. Si trovano nella cittadina di Bluff, nello Utah al confine con il Colorado appunto. Arriviamo a Bluff dopo circa 120 km e, poco prima di raggiungere il sito dei gemelli di pietra, ci fermiamo in prossimità di un'indicazione per un fortino storico. Andiamo a vedere: DA NON PERDERE. È la riproduzione storica dell'area primordiale di Bluff, del villaggio, con tanto di casette di legno tutte arredate come all'epoca. Ci sono tutti gli edifici importanti: la scuola, la chiesa/teatro/sala riunioni, la "piazza" e tanti calessini. È tutto intatto, tutto come allora. Questo sito è mantenuto perfettamente ed è continuamente curato da alcune persone del posto, probabilmente discendenti delle famiglie che qui vivevano o semplici appassionati. Ogni casetta, ogni luogo chiuso può essere visitato ma soprattutto capito, grazie alla traduzione che si può avere premendo uno dei tasti corrispondenti alla lingua scelta, posti sugli usci; c'è pure l'italiano e quindi non ce ne priviamo. Veniamo a conoscenza di una donna che da infermiera divenne ostetrica, suo malgrado, e che per 25 anni fu il medico del paese, curando i suoi compaesani con amore e medicinali in cambio di vettovaglie; di alcuni insegnanti, che, sempre in cambio di vettovaglie o anche animali da pascolo, mucche soprattutto, davano lezioni ai bambini di tutta la vallata. Conosciamo un uomo, di cui non ricordo il nome, che, nato in terra, dietro alla diligenza dei suoi genitori mentre cercavano rifugio e conforto in una nuova terra (Bluff appunto), provenienti da Sedona, cittadina vicina ormai difficile, grazie alla passione per i libri e la cutura, divenne membro della commissione che stilo' la prima carta costituzionale dello Utah. È assodato ormai che i nativi americani siano stati martoriati, snaturati, massacrati dai popoli colonizzatori ma è altrettanto assodato che tante genti, che vivevano pacificamente, spesso erano costrette a difendersi, spostandosi o combattendo perché i navajo, così come le altre tribù, non erano gli unici pericoli; gli stessi fuorilegge americani se non gli animali feroci, la siccità o le gelate martoriavano intere popolazioni che erano, perciò, costrette a trasferirsi. Ci sarebbero volute ore per respirare e immergersi in questi periodi storici; fortunatamente qui c'è gente che mantiene la memoria storica delle proprie fondamenta. Chi è appassionato di storia americana, appassionato dei film Western o storici; chi, come me, è vissuto all'ombra televisiva di " La casa nella prateria" o è semplicemente curioso, non può esimersi dal venire qui. A poche centinaia di metri da questo fortino meraviglioso ci sono i due colossali gemelli di pietra: identici; due monoliti granitici affiancati, quasi uguali, impressionante. Dopo le foto di rito si va via da Bluff e dallo Utah, per un po'. Continuando la nostra strada si cambia stato, si cambia orario, un'ora avanti, siamo in Colorado. La temperatura si abbassa, torna l'autunno inoltrato, fuori c'è freddino, anzi, pioviggina. Ingresso al parco di Mesa Verde (25 euro per chi non ha la tessera), sono le 12.30. C'è tanta gente ma non ci si disturba. Percorriamo circa un Km dalla guardiola d'ingresso e siamo al Visitor Center. Qui entriamo e ci facciamo suggerire dei percorsi e siti da vedere. Un anziano ma lucidisso Ranger ci da diverse dritte e anche una mappa in italiano, che bello non faticare!. I siti più importanti di Mesa Verde si sviluppano negli ultimi km della strada che dal Visitor Center si estende per poco più di 30 km fino a fondo valle. Ci sono diversi Loop da fare ma non senza accompagnamento. Infatti, nonostante vi siano punti d'interesse panoramici di pubblico dominio, per accedere ai siti archeologici bisogna avere il Renger guida; il costo per avere la guida è di 5 dollari a testa per ogni percorso scelto. Questo sito è stato fondato nel 1906 per preservare e interpretare il patrimonio archeologico degli "Ancestral Pueblo" che ne fece dimora per oltre 700 anni, dal 600 al 1300 dopo Cristo. Oggi il parco protegge circa 5.000 siti archeologici noti, tra cui 600 abitazioni rupestri. Questi siti sono tra i più notevoli e meglio conservati negli Stati Uniti. Approfittiamo della pioggia per visitare il museo, ben allestito e molto esaustivo, documentazione di un popolo che era capace di vivere abbarbicato sulla cresta delle montagne, appollaiato come un rapace nel suo nido; così come era capace di costruire degli agglomerati in pietra e malta definendo spazi, come camere, torri e aree di coltivazione. La forma usata era circolare (si chiamano Kiva) e ci ha ricordato i nuraghe, in piccolo. Anche questi, come tutte le tribù native americane, conoscitori di erbe e piante, non mancavano di utilizzare qualsiasi cosa la natura offrisse loro. Mesa verde è un bel sito archeologico, patrimonio dell'Umanità ma è soprattutto un'area verde vastissima, interrotta da grosse formazioni calcaree o arenarie. Dal punto di vita scenografico è davvero suggestivo. Continuiamo all'esterno ma la pioggia, purtroppo, ci consente soltanto di vedere il tutto in modo approssimativo. Smette per un po e quindi approfittiamo per vedere il "Far View Sites" un percorso acciottolato di 1.2 km che porta ai resti di cinque villaggi e una riserva d'acqua della comunità dell'area di "sopra", e si, perché queste popolazioni erano avezze a costruire i villaggi negli anfratti e nelle insenature delle rocce del canyon, quindi sotto. Per domani abbiamo prenotato due dei tre tour suggeriti dal ranger del Visitor Center, "Cliff Place" e "Balcony House" che ci porteranno nei meandri dei siti archeologici "di sotto". Ora andiamo nella vicina cittadina di Cortez, a circa 16 km dal parco, per alloggiare in un alberghetto prenotato qualche giorno fa. Si chiama Travelodge by Wyndham Rewards, costa relativamente poco ed è vicino al parco, due requisiti da non trascurare. È una sorta di motel, con tante stanze e tanta gente, famiglie comprese, carino, sufficientemente confortevole per le due notti che vi trascorreremo.
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