"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

02 giugno 2019. Grand Canyon South Rim

Dopo colazione, check out e via, direzione Grand Canyon Sud. I km da percorrere sono 210 km. Prevediamo di arrivare dopo circa tre ore. La strada è lunga e scorrevole con gli ormai soliti ma mai scontati panorami semi desertici, con grosse formazioni di altopiani a destrax e a manca. Arriviamo al gate d'ingresso dove con nostra grande sorpresa ci danno la mappa in italiano risparmiando di andare al Visitor Center, che dista dall'ingresso circa 35 km, e soprattutto permettendoci di capire bene quanto si possa fare e come. Prima tappa però sarà uno dei due campeggi interni perché vorremmo stare proprio dentro per due giorni. Il primo si trova vicino all'ingresso e quindi molto diatnte dal centro ma nella area denominata Desert View, dove vi sono diversi punti panoramici da vedere. Un ranger gentilissimo ci dice che oltre questo c'è un altro campeggio più avanti, vicino al Visitor Center insomma anche se ha dubbi sul fatto che possa essere libero; nonostante ciò non ci sa aiutare per sapere se ci sono posti vacanti o no (telefono no??? mmmma).
Prima di iniziare i 35 km che ci distanziato dal centro, visto che siamo qua, vediamo almeno uno dei punti panormici: la "Watchtower" la torre dell'orologio da dove si ha la visuale a 360: dell'intero canyon e del territorio circostante, compreso un piccolo tratto del fiume Colorado. Il panorama è già mozzafiato. Simile al Grand Canyon Nord, che abbiamo fatto giorni fa, ma sempre pazzesco. La cosa che salta subito all'occhio è la mole di gente. Sapevamo che la parte sud è molto più frequentata perché offre tantissimi servizi ed è la più turistica nonche molto più orgnizzata. Ci sono tre linee di bus navetta che servono
tutto il parco e si differenziano per colore: versante ovest, linea arancione: versante centrale, linea blu e versante est, linea rossa; c'è poi la linea viola che percorre tutta la strada che va dal Visitor Center all'ingresso a sud. Tutta la distanza, dall'ingresso a est, il nostro per  intenderci, all'estremo ovest "Hermits Rest" e' di poco meno di 50 km. Armati di auto e paura di non trovare posto, ci facciamo i nostri  35 km tutt'ad un fiato. Il ranger aveva previsto giusto: campeggio FULL, pieno. Il  ranger all'ingresso, molto antipatico, molto inospitale, molto str...o! nonostante le nostre gentili richieste di possibilità di una cancellazione o altro, neanche ci ascolta e ci da, fortunatamente, una mappa indicativa di altri due campeggi esterni al parco ma molto vicini, di cui uno solo per camper e uno ibrido. Si trovano lungo la strada dell'ingresso Sud, quello che porta nel piccolo agglomerato di Tusayan, dove arriva anche la linea del  bus navetta che serve il parco (quella di colore viola per intenderci). Raggiungiamo subito il campeggio che si chiama Ten X  Campground. È molto grande, molto alberato e spartano, niente doccia ma servizi igienici, acqua potabile e legna compresi nella modica cifra di 10 dollari per notte. In ogni piazzola vi è un'area picnic, con tavola in cemento e panche, compreso il barbeque. Col solito rito, ormai da noi acquisito, di affissione ticket nella piazzola scelta, ci sistemiamo nella 27, ci piace.
Rientrati al parco  da questo versante (distanza pochi km), mappa alla mano, decidiamo di intraprendere lo stesso tragitto della line rossa che percorre la parte estrema a ovest, verso il capolinea che si chiama "Hermits Rest". Parcheggiata l'auto nei pressi del cosiddetto Village, dove c'è il Lodge Bright Angel, facciamo un piccolo tragitto a piedi, mangiamo due cosette di fronte al panorama di Bright Angel appunto e prendiamo la navetta rossa fino a al capolinea, dove gironzoliamo per capire meglio quali trekking partano da qui, per un eventuale futuro ritorno, questa volta ben attrezzati. È veramente una meraviglia che ci lascia senza parole, sempre. Facciamo la conoscenza di due fratelli...magari. Visitiamo il "Kolb studio". Si tratta dello studio cinefotografico, ormai museo, delle imprese e della vita pazzesca di due fratelli, i Kolb appunto, che, agli albori del '900, uno per la passione dell'escursionismo, l'altro per la passione della fotografia, rimasero nel Canyon per 101 giorni, superato 365 rapide (8 delle quali a piedi) e percorso 1200 miglia, ricavandone informazioni preziose per le generazioni future.
Con l'aiuto dei nativi e non solo, perlustrarono remote zone utilizzando mezzi arcaici, come una barca smontabile fatta di legno e pelli di animali, corde legate in vita per calarsi all'interno dei meandri del canyon e tantissima passione. Furono, per tanti anni avvenire, guide e grandi esperti del luogo e contribuirono anche alle ricerche di una coppia , tristemente famosa, di sposini che, proprio in luna di miele, addentratisi nel canyon, sparirono senza lasciare tracce. Una riflessione balena alla mente; quanta gente importante è passata su questo pianeta di cui l'80% della popolazione mondiale non conosce neanche il nome; eppure la storia, spesso, è fatta di piccole gesta di grandi uomini o di grandi gesta di piccoli uomini, come i fratelli Kolb. Ripreso il bus per il rientro, dopo due fermate scendiamo, per proseguire a piedi fino al nostro parcheggio.
La cosa differente tra North e South Canyon, oltre la gente e l'organizzazione e il verde intorno. Al Nord il paesaggio selvaggio è meno ricco di verde, qui, arbusti, ginepri e tantissimi fiori e piante accompagnano ogni tragitto. È ormai pomeriggio inoltrato e quindi andiamo al campeggio. Allestiamo la nostra "automobiltenda", ci organizziamo per mangiare qualcosa di buono acquistata ieri a Page e, mentre Gigi accende il fuoco che fa sempre casa, io stappo una buona bottiglia di vino rosso Californiano, che si rivelerà ottimo. La temperatura è molto gradevole e il cielo stellato è indimenticabile.

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