"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

1 giugno 2019. Page

Stamattina la giornata promette bene, limpida e molto calda. Non abbiamo siti particolari da visitare e quindi ci dedichiamo a cose utili: lavaggio roba sporca, visto che in questo albergo c'è la zona con lavatrici e asciugatrici, riprogrammazione itinerario, faremo una modifica al percorso originario, ecc. Nel tardo pomeriggio usciamo e andiamo a vedere un percorso che che aveva attirato la nostra attenzione ieri sopratutto per il suo nome ,"Indian Garden". La. Curiosità di capire quale giardino potesse svilupparsi in una zona tanto arida ci incuriosisce.
Parcheggiata la macchina iniziamo questo percorso in una stradina sabbiosa, rossastra; questo colore così intenso ci avvolge. Intorno a noi colline di arenaria e scisto ci accompagnano in un sentiero ricco di sorprese, che non ci aspettavamo. Arbusti e cespugli verdissime, nascondono fiorescenze inaspettate. Seppure piccoli, come meravigliose miniature, sono fiori dai colori sgargianti : il violetto, e il rosso fuoco di alcune campanelline al celeste delle margherite e delle orchidee  selavtiche.  Qualche albero di ginepro ci ricorda la nostra bellissima terra e ci incanta ogni volta per le sue  forme sinuose.
Sotto una rientranza nella roccia una tappezzeria verdissima di felci e micro orchideee.  È davvero un giardino selvatico da non perdere. La riflessione è scontata sul fatto che la vita, nonostante le condizioni avverse di ambienti inospitali come questo, riesca ad attecchire e a insistere  con forza per mantenere i propri spazi così duramente conquistati. La curiosità che ci contraddistingue ci porta a proseguire e settare nelle colline circostanti per godere , dall'alto, di questo panorama. Dal cuccuzzolo riusciamo a vedere la cittadina di Page, il lago Pawell, la centrale elettrica navajo, contraddistinta da tre ciminiere e altre formazioni montuose all'orizzonte.
Siamo sopra una piccola conca, probabilmente un deposito d'acqua dei nativi, che occupavano e vivevano su queste terre: recita infatti questo una didascalia all'inizio del percorso ovvero che questi patrimoni erano navajo.
Stiamo qui fino al tramonto, sempre merorabile. Qualche lucertolona molto grande e particolare fa sfoggio di sé mettendosi in bella mostra e Gigi non aspetta altro per immortalarla. Lasciamo il percorso è torniamo a Page. Qui , come nella maggior parte delle altre cittadine viste, la chiusura dei ristoranti, pub, birrerie è massimo alle 22.00, di solito alle 21.00 quindi simcena presto, non più tardi delle 20m insomma. così faremo. Oggi abbiamo voglia di pizza. Finiamo ij una pizzeria iitaliana, molto ben recensita, dove tutto aveva all'infuori delle pizze nostrane; queste erano rporpio strane! gusti improponibili, quasi tutte con la carne, manzo o pollo; mais, ananas, pepperoni (doppia p sempre) dappertutto e l'immancabile cipolla. Fortuna che c'è la possibilità di personalizzarla quindi la facciamo fare semplicemente con pomodoro e mozzarella ma siccome non ci sono né acciughe né capperi, vai di olive nere. Mangiabile, abbastanza buona. Sono le 20.50 e praticamente ci stanno mandando via con la gentilezza e cortesia che contraddistingue sempre queste persone; un sorrisone, un "tutto bene?" e il conto. Alcuni camerieri stanno mettendo sopra i tavoli le sedie nonostante ci siamo noi e altre tre persone. Ok, pagato e via, ci aspetta l'ultima lotte al confort di un bel l'hotel per passare al Grand Canyon South Rim (a sud del Colorado ) dove dovremmo fare campeggio. Il rpobela di molti parchi è la loro enormità e, quindi, se si vogliono visitare bene, isogna alloggiare il più vicino possibile all'ingresso oppure dentro, nei camping. Vedremo domani.

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